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Capulerio da smaltire, ora servono regole

Capulerio da smaltire, ora servono regole

PORTO GARIBALDI. Una soluzione si dovrà trovare, a anche in fretta. Tutti, dai pescatori agli amministratori sono convinti che l’allarme smaltimento capulerio non è roba da poco, considerato che...

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PORTO GARIBALDI. Una soluzione si dovrà trovare, a anche in fretta. Tutti, dai pescatori agli amministratori sono convinti che l’allarme smaltimento capulerio non è roba da poco, considerato che ormai sta ostruendo diversi canali, alzando i fondali e creando non poche situazioni di disagio e di pericolo. Perché si è arrivati aduna simile situazione? La ragione è purtroppo molto semplice: le cooperative non sono mai riuscite a organizzarsi ed essendo quindi considerato un semplice rifiuto, i costi di smaltimento sono molto alti. Fatto sta che la situazione è comunque sfuggita di mano e venerdì i carabinieri sono intervenuti, denunciando sette persone che possono decidere di ripristinare lo stato dei luoghi e pagare una multa da 6.500 euro così da vedere il reato estinto. «Sono cifre importanti - dice il presidente della cooperativa Trepponti, David Pozzati -. Non ci hanno mai permesso di intervenire, è una zona protetta e i limiti tanti». «Ci congratuliamo con gli organi di polizia che hanno individuato i pescatori colpevoli di questo reato - dicono da Legambiente Comacchio -. L’amministrazione dovrebbe rendere operative le norme per il conferimento dei rifiuti dovuti alla professione della pesca. Non esiste solo il capulerio, ma anche i rifiuti che i pescatori di mare ed i coltivatori di mitili raccolgono con le loro reti e che, invece, di gettare di nuovo in mare dovrebbero diligentemente conferire sulla banchina del Porto».

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