L’assalto del “ponte” lungo la guardia medica va in tilt
Ferrara, cinque giorni senza medici di famiglia hanno intasato ieri il servizio Almeno 150 accessi. I pazienti: ambulatori chiusi per periodi troppo lunghi
«Capisco le rimostranze, ma di fronte a 150 accessi in ambulatorio fra mattina e pomeriggio cosa possono fare due medici in ambulatorio?», risponde piccato un operatore in servizio. Il ponte lungo di San Giorgio-25 Aprile ha messo nuovamente ko utenza e “camici” della guardia medica di Ferrara.
Cinque giorni senza medici di famiglia o con un breve e limitato intermezzo lavorativo programmato per oggi (il 50% dei medici di base aperti nel solo distretto sanitario che comprende Ferrara, Voghiera e Masi Torello e per 2-3 ore al massimo, notizia che trattiamo in un altro articolo) hanno innescato una catena di disagi e in proteste che in parte hanno raggiunto le redazioni dei giornali.
«Mi trovo presso la guardia medica dell'ex ospedale Sant'Anna, dopo un'ora di coda ho 23 persone davanti - scriveva un lettore ieri mattina - Trovo vergognoso, indegno ed avvilente che in una giornata in cui i medici di base non prestano servizio ci sia un solo medico che lavora nella guardia medica. Non ci sono poi macchinette per l'erogazione di acqua ed alimenti e per capire l'ordine di ingresso ci siamo arrangiati in autonomia vista la mancanza dei numeri per sapere chi é arrivato prima». In realtà gli ambulatori aperti erano due (più ricezione chiamate e visite a domicilio) e ieri era previsto il potenziamento del quinto medico in turno, spiegavano da corso Giovecca. Che è stato comunque insufficiente.
Una giornataccia, soprattutto se alla salute che traballa si sommano imprevisti e disservizi che non aiutano il paziente. Ma le lamentele non sono rimaste confinate nella lettera scritta al giornale. In sala d’attesa in corso Giovecca verso le 13, c’erano ancora parecchie persone ad aspettare di essere chiamate in ambulatorio nonostante l’orario di visita mattutino fosse fissato fra le 10 e le 12. «Quando sono arrivata - raccontava una paziente - erano le 11, adesso sono le 13 ed ho ancora davanti a me dieci persone e sei dopo di me».
Una signora di nome Natalia aveva già deciso di far fronte con un’iniziativa personale alla mancanza di bigliettini salva-coda. Ha preso nota dell’ordine di arrivo e ha redatto un elenco di precedenze per evitare contrasti ed eventuali liti tra i pazienti. «Non dovrebbe essere consentita l’assenza dei medici di base per cinque giorni di seguito - era il suo commento - Gli operai fanno i turni per non lasciare mai scoperta la loro ditta, qui si tratta di persone ammalate che hanno bisogno di essere visitate e non mi sembra giusto che il servizio venga sospeso per un tempo così lungo caricando tutto sulle spalle della guardia medica».
Giulia raccontava un’altra esperienza da dimenticare: «Ieri (domenica, ndr) sono andata al pronto soccorso di Cona dove sono rimasta dalle 16 all’1 di notte. Questa mattina sono tornata per una visita specialistica e mi hanno mandato qui per avere il certificato medico da consegnare al datore di lavoro. Sono ore di attesa che sfiniscono, bisognerebbe avere più rispetto delle esigenze dei pazienti».
«Siamo stanchi e arrabbiati», aggiungeva un’altra paziente. «Qui sabato non c’era nessuno – informava inoltre un signore – ma oggi molti pensavano di poter ricorrere al medico di famiglia e, non trovando aperto l’ambulatorio, si sono rivolti alla guardia medica che non può annullare il disagio creato in tutta la città. È possibile ammettere il “ ponte” per un servizio così importante come quello del medico di base? ». Ultima doléance: «Per farla completa – chiosava un paziente – se pensi di arrivare qui da tutti gli accessi di corso Giovecca e S. Rocco perdi un sacco di tempo perché l’entrata è consentita solo dall’ingresso del vecchio e dismesso pronto soccorso».(m.g. e gi.ca.)
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