«Le maestre sono cattive» Famiglie chiedono i danni
A processo anche un’ausiliaria di Bondeno: avrebbero terrorizzato i bimbi Ieri le parti offese si sono costituite parte civile, le difese contestano le indagini
BONDENO.. Cinque famiglie sono pronte a chiedere i danni se sarà dimostrato che i loro bambini subirono maltrattamenti all’asilo nido Peter Pan di Ficarolo. È l’ultima novità emersa nel processo che vede imputata una collaboratrice scolastica di 36 anni di Bondeno e due maestre di 60 e 27 anni residenti rispettivamente a Ficarolo e Boara Pisani. Le cinque famiglie ieri si sono costituite parte civile all’udienza filtro durante la quale le difese hanno sollevato diverse eccezioni sull’utilizzabilità delle intercettazioni ambientali e sulle modalità di svolgimento dell’incidente probatorio, ovvero l’audizione protetta dei bambini. I piccoli in particolare erano stati ascoltati il 13 ottobre scorso per valutare i traumi psicologici subiti e le conseguenze sul loro sviluppo armonico. Questioni che dovranno essere affrontate acquisendo ulteriori documenti, e da qui la necessità di riaggiornare il processo al 21 maggio.
I fatti contestati e finiti nel fascicolo della procura risalgono al 2015. Le indagini condotte dalla squadra mobile di Rovigo portarono a tre misure cautelari, limitate però a divieti di dimora che nel frattempo sono decaduti. Secondo le denunce, e i successivi accertamenti condotti in larga parte attraverso intercettazioni ambientali, le tre imputate avrebbero creato un clima di paura all’interno dell’asilo nido non solo con maltrattamenti fisici come strattoni, ma con atteggiamenti aggressivi che avrebbero terrorizzato i bambini: urla, botte sui seggioloni, lanci di asciugamani, aspri rimproveri. In un caso un bimbo sarebbe stato costretto a mangiare il cibo che era caduto a terra.
Nessun bimbo avrebbe riportato traumi fisici veri e propri, ma l’atmosfera di paura e terrore creata dalle maestre e dall’ausiliaria secondo la procura avrebbe provocato conseguenze molto negative dal punto di vista psicologico. A questo scopo era stato disposto l’incidente probatorio per “congelare” le testimonianze dei piccoli, in tenerissima età, e documentare il tipo di trauma subito.
Valutazione che le difese puntano a smontare, contestando le modalità con cui era stato condotto lo stesso incidente probatorio. Così come è stata messa in dubbio la validità delle intercettazioni ambientali che sono alla base delle indagini di polizia di Stato e procura. Eccezioni su cui il giudice, acquisiti ulteriori documenti, si pronuncerà alla prossima udienza di maggio.
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