Da Comacchio via al progetto per i palestinesi in Terra Santa
COMACCHIO . «Questo progetto è un'opportunità per portare speranza a chi in Terra Santa vive sotto occupazione e sta cercando di resistere a rimanere nel proprio territorio. Vogliamo fare tutto ciò...
COMACCHIO . «Questo progetto è un'opportunità per portare speranza a chi in Terra Santa vive sotto occupazione e sta cercando di resistere a rimanere nel proprio territorio. Vogliamo fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità, per il successo di questo progetto».
Le parole di Jiries Qumsiyeh, direttore del Ministero del turismo e dell'antichità dell'autorità palestinese, hanno esplicitato ieri pomeriggio, nella Manifattura dei Marinati, l'essenza di SpecialItaly, il progetto di cooperazione internazionale che vede il Comune di Comacchio capofila, tra cinque regioni e 21 partner pubblici e privati, «frutto di un percorso partito dal basso, dall'amicizia tra le comunità - ha sottolineato l'assessore alla cultura Alice Carli - e dal patto di amicizia con Beit Sahour. Questa è un'Italia speciale perché può aprirsi in maniera autentica a un percorso di crescita culturale e turistica».
Enrico Tiozzo Bon (Consorzio Sì), Alessandro Menegatti (cooperativa Work and Services) ed Ettore Soranzo e Claudia Terragni hanno illustrato i macro-interventi del progetto, che culmineranno con la realizzazione, a Betlemme, di alcune guest-house e di un albergo diffuso, a conduzione familiare.
Il progetto è destinatario di un finanziamento di 864mila euro, riconosciuto dall’Aics (Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo) e, di fatto, instaura un ponte basato su rapporti di amicizia e solidarietà con la comunità palestinese di Betlemme. (k.r.)
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