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il post sisma

«Il 20 maggio Ferrara sarà fuori dal cratere»

di Gian Pietro Zerbini
«Il 20 maggio Ferrara sarà fuori dal cratere»

L’assessore Modonesi annuncia l’obiettivo a sei anni dal terremoto in Emilia. Entro la fine del 2018 sono previste nuove aperture: da Porta Paola alla Certosa

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L’emergenza terremoto è questione di giorni per il Comune di Ferrara. L’obiettivo è quello di uscire dal cratere il prossimo 20 maggio, giorno in cui verrà ricordato il sesto anniversario di un terremoto che ha provocato moltissimi danni a Ferrara soprattutto dal punto di vista degli edifici storici, non tralasciando comunque una significativa fetta di abitazioni civile. Possono infatti fare domanda di uscire dal cratere quei comuni che hanno ormai completato la ricostruzione privata di case e di imprese o essendo nelle fasi conclusive.

«In questi sei anni - conferma Aldo Modonesi, assessore ai lavori pubblici del Comune di Ferrara e di fatto con una delega implicita alla ricostruzione post sisma - sono stati presentati tanti progetti per la messa in sicurezza e il recupero dell’edilizia pubblica e monumentale e un grande lavoro è stato fatto anche per l’edilizia privata. Ci avviamo a concludere un altro anno dove sono stati conclusi molti lavori e altri verranno ultimati. A giugno verrà inaugurata Casa Niccolini, pronta ad ospitare la nuova biblioteca ragazzi già in autunno. Procedono spediti anche i lavori alla Certosa monumentale e con ogni probabilità ancora prima della Commemorazione dei Defunti sarà aperta la pubblico. Sarà pronta anche Porta Paola entro l’autunno dove i ristrutturati locali ospiteranno il centro di documentazione delle Mura cittadine».

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La macchina dei lavori di ristrutturazione continua anche con una serie di progetti per il pieno recupero degli edifici lesionati.

Nel frattempo, incalza l’assessore, stanno per andare in gara anche il recupero della chiesa del Corpus Domini accanto al convento delle Clarisse; la chiesa di San Carlo in corso Giovecca, di proprietà dell’Usl e la chiesa della Madonnina, di proprietà del Comune. Si tratta di edifici che sono chiusi dal giorno del terremoto

«In autunno - spiega Modonesi - si parte con Santa Maria della Consolazione in via Mortara, la Cappella Revedin in via Bologna, la Torre dell’Orologio in piazza Trento Trieste e l’abside della chiesa di San Nicolò nell’omonima piazza, oltre a qualche intervento all’Ippodromo».

In estate poi partiranno i lavori al Baluardo dell’Amore, che diventerà un parco archeologico nelle mura di meridione, oltre ad un intervento di sistemazione del Baluardo di San Lorenzo che comporterà un intervento anche nel parcheggio con un nuove arredo e a una piccola limitazione di posti auto per rendere più fruibile e sicura la zona delle Cavallerizza.

Negli ultimi mesi è stata impressa una buona accelerata anche per quanto riguarda la ristrutturazione delle abitazioni private. A buon punto anche il recupero delle scuole che nella fase iniziale del dopo sisma avevano avuto la precedenza. Previsti interventi migliorativi alla “De Pisis” di Porotto e alla scuola “Bruno Ciari” di Cocomaro di Cona.
 

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