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la ricorrenza

«Mio padre partigiano è morto e non so dove»

«Mio padre partigiano è morto e non so dove»

Ferrara, lo spettacolo in piazza Trento Trieste dedicato alla Liberazione. Bella Ciao conclude la performance tra i balli del pubblico

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FERRARA. «Mio padre è morto partigiano, a 18 anni, fucilato nel nord e neanche so dove...». È Daniele Civolani dell’Anpi a dare inizio, ieri pomeriggio sul listone, allo spettacolo itinerante “LiberAzione 2018”, leggendo il monologo di Roberto Lerici, rivisitato dalla forma lirica a quella di prosa.

Civolani dà la voce al figlio che vede in sogno suo padre e dialoga con lui ma non l’ha mai conosciuto; ascolta ed apprende la sua esperienza di giovane partigiano, i suoi sogni, l’amore per sua madre e il suo odio per i fascisti. Sulla scia di questo racconto di vita vissuta Massimo e Sara proseguono ricordando le sofferenze di Ferrara, la città che è la protagonista della performance, con i suoi giovani, morti nel fiore della vita, ricordati con il loro nome, vittime dei bombardamenti, che non hanno risparmiato neppure le chiese e che hanno distrutto anche la bellezza architettonica della città. «Povera Ferrara così martoriata e ferita!».

Si rammaricano Massimo e Sara due attori che ne descrivono lo scempio; ma ecco c’è chi grida rivolgendosi a tutti i cittadini, e li incita ad insorgere, a scioperare, perché il momento della liberazione è vicino. La gente vuole ascoltare, è un po’ disorientata perché l'obiettivo dello spettacolo è quello di coinvolgerla ed infatti non vuole perdere una parola di quanto recitano gli interpreti, ma viene invitata a spostarsi, perché da San Romano arrivano le Mondine di Porporana che cantano le sofferenze della guerra e dopo di loro i partigiani anche loro con i loro canti struggenti di morte e ma anche di speranza. Finalmente la guerra è finita e sono due bambini a darne il segnale gettando all'aria il fucile mentre fanno da sottofondo le fisarmoniche del Baluardo della Musijam insieme ad una cornamusa, lo strumento tipico portato dagli alleati inglesi. Ma è la famosa Bella Ciao a coinvolgere tutto il pubblico in balli per una festa attesa da troppo tempo.

La memoria di eventi lontani che le giovani generazioni non hanno vissuto è destinata ad esaurirsi, a finire, e per questo è compito della storia fare in modo che resti sempre viva, e per tutti. I libri, i film, gli spettacoli come quello che si è tenuto ieri in piazza Trento Trieste sono gli strumenti giusti, perché questo processo di memoria-storia non si esaurisca.

Margherita Goberti


 

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