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Maxi-appalto da quasi 30 milioni 

Rettorato, lavori ancora fermi

Rettorato, lavori ancora fermi

Ritardi nei progetti di Unife per sistemare i palazzi di via Savonarola

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Si allungano ancora i tempi per il maxi-appalto da quasi 30 milioni di euro (ma forse la cifra è da rivedere al rialzo tenendo conto del tempo trascorso dai primi annunci) a cui è demandato il recupero dei palazzi di Unife danneggiati dal terremoto nel 2012. Il loro recupero veniva annunciato già nel 2013, e l’anno dopo il costo veniva stimato in circa 27 milioni di euro.

Gli edifici storici interessati sono i palazzi Renata di Francia, sede storica del rettorato, Tassoni-Miraglia (Lettere), Gulinelli (sala studi Lettere) e Strozzi, situati in via Savonarola. Sono inseriti all’interno di un programma di riqualificazione edilizia e consolidamento post-terremoto che vale una cinquantina di milioni di euro, una somma ragguardevole che riguarda anche altre sedi dell’ateneo. I cantieri (quelli di via Savonarola) però ancora non si vedono e forse bisognerà attendere il 2019 per vedere comparire le prime impalcature. I tempi tuttora non sono fissati e anche questa data (una previsione ufficiosa raccolta in ateneo) potrebbe quindi slittare.

Allo stato attuale, come spiega il direttore di Unife, Giuseppe Galvan, l’operazione deve passare il vaglio della Conferenza dei servizi, un “esame” atteso per giugno. La Conferenza dei servizi è l’organo composto da tutti gli enti autorizzativi (Comune, sovrintendenza, Asl etc.) che dovrà esprimere il parere tecnico sulla conformità del progetto. Quello esecutivo dovrà poi essere inviato al Commissario di governo. Una serie di passaggi - sempre che non intervengano intoppi visto che sono in ballo delle autorizzazioni - che potrebbe richiedere buona parte dell’anno in corso per essere esaurita. Solo dopo si potrà pensare all’appalto e ai cantieri. Nel frattempo c’è chi inizia a temere che i fondi messi a disposizione da diverse fonti possano non attendere in eterno. Giusto un anno fa era stato comunque il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, in visita al polo tecnologico di Ferrara, in via Saragat, a confermare che i soldi sono disponibili. «Il 40% della somma necessaria per finanziare l’intervento edilizio sul patrimonio danneggiato dal terremoto, cioè 19 milioni di euro su 44 - aveva precisato il direttore generale di Unife, Giuseppe Galvan - si trova nelle casse della Regione e attende progetti definiti e già “vidimati” dalla Sovrintendenza». Bonaccini aveva assicurato però che «i soldi ci sono». Da allora di strada non se ne è fatta tantissima e i prossimi crocevia burocratici e amministrativi potrebbero ulteriormente allontanare l’avvio dei cantieri. Ad attendere, fra l’altro, c’è il modulo di Medicina a Cona, un’altra opera data per certa negli anni scorsi ma finita da qualche tempo su un binario morto a causa del costo (16 milioni di euro) che il rettore ha detto più volte di voler realizzare a stralci annunciando l’intenzione di voler ridiscutere il contenuto di un vecchio contratto

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