Popsondrio pronta al primo passo
Sul piatto 40 milioni e il prezzo per i piccoli azionisti si decide ora
Quanto successo ieri a Cento non potrà non avere impatto sull’assemblea di Popsondrio che domani è chiamata a varare l’aumento di capitale da 40 milioni di euro finalizzato proprio all’acquisizione della banca centese. Bisogna vedere se i valtellinesi sceglieranno un profilo prudente sul buon esito della trattativa, confermando in sostanza la fiducia negli interlocutori centesi (a partire dalla presidente Cristiana Fantozzi), o si troveranno a rivedere la loro strategia e, forse, anche la loro offerta. Formalmente l’assemblea dei soci della banca guidata da Mario Pedranzini deve «deliberare in merito al conferimento della delega al Consiglio d’amministrazione ad aumentare il capitale sociale a pagamento», per l’importo considerato base per finalizzare l’acquisto di Caricento proprio dalla Fondazione. «La dimensione concreta dell’aumento di capitale sarà determinata dal Consiglio di amministrazione, in sede di esercizio della delega, nella misura strettamente necessaria (e ragionevolmente inferiore al massimo) per soddisfare le esigenze di consegna dei titoli di nuova emissione, a fronte del conferimento delle azioni di Caricento»: queste le parole ufficiali, che farebbero presupporre un’offerta pure inferiore ai 40 milioni, corrispondenti a circa 6 euro ad azione. Bisogna però vedere quante azioni Caricento si vogliono acquistare con quei soldi: si è sempre ipotizzato il 51%, ma a questo punto la quota potrebbe anche variare. In effetti Popsondrio aveva parlato di due fasi per l’acquisizione: la prima con Bps che acquisirebbe dalla Fondazione il 51% del capitale sociale di Caricento «a fronte di uno scambio con azioni Bps e, per una parte minore, con pagamento di un corrispettivo in denaro». Non si rende peraltro noto il mix denaro-azioni.
Nella seconda fase dell’operazione, «indicativamente entro la fine del 2020, Bps andrebbe a definire le modalità tecniche idonee a consentire agli altri azionisti della Cassa e alla Fondazione, per la parte residua di azioni ancora in suo possesso, di scambiare o ricevere azioni Bps in cambio di quelle della Cassa a condizioni economiche sostanzialmente in linea con quelle applicate nella prima fase». Tradotto: il prezzo ai piccoli azionisti dipende da quanto deciso in questi giorni.
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