Arriva un bebè, malmenata dal marito
La crisi alimentata dal contraccolpo economico per l’allargamento della famiglia. Trova il coraggio di denunciare
CENTO. Subiva violenze da parte del convivente da quasi tre anni. La situazione è degenerata poco dopo la nascita del figlioletto. Minacce verbali ed anche fisiche tanto che la donna, di origine straniera, ha dovuto fare ricorso alle cure dei sanitari dell’ospedale “Santissima Annunziata”. Per tanto tempo ha sofferto in silenzio pur di salvare il loro rapporto ma alla fine ha trovato la forza e il coraggio di recarsi dai carabinieri per denunciare quanto stava accadendo. A quel punto i militari hanno avviato le indagini del caso a conclusione delle quali hanno denunciato alla competente Procura della Repubblica di Ferrara per i reati di maltrattamenti contro familiari conviventi alla presenza di minori e per lesioni personali il convivente, un uomo di nazionalità italiana di 49 anni. Gli accertamenti, condotti dagli stessi carabinieri, hanno permesso di appurare che l’uomo, in diverse circostanze, adducendo motivazioni legate alle precarie condizioni economiche familiari aumentate con la nascita del proprio figlio, avrebbe maltrattato, con ripetute aggressioni fisiche e verbali, alla presenza del figlio minorenne, la coniuge convivente. Le motivazioni che scatenavano la sua rabbia sarebbero legate alle precarie condizioni economiche familiari aumentate con la nascita del proprio figlio. Le autorità giudiziarie, sia ordinaria che minorile, e quella amministrativa, sono state interessate per i provvedimenti di competenza ai fini della tutela della donna e del minore.
L’uomo è un operaio che lavora saltuariamente a Cento come carpentiere nel settore edile. Da tempo l’uomo si trova in condizioni di particolare precarietà economica e di difficoltà personale. Si tratta di una persona già nota alle forze dell’ordine, in quanto già arrestato in passato per detenzione di sostanze stupefacenti.
Quella con la coniuge convivente, una donna straniera, è stata relazione “difficile” fin dall’inizio, spesso sfociata in percosse e maltrattamenti, aumentati dopo la nascita del figlio e con l’aggravarsi delle condizioni economiche della famiglia. L’attività saltuaria dell’uomo infatti, era l’unica fonte di reddito della famiglia e motivo di forti contrasti e discussioni all’interno del nucleo familiare. Una storia di maltrattamenti che si protrae da tre anni. Ma il comportamento violento dell’uomo è andato via via accentuandosi, quando la donna ha cominciato a reagire, fino al punto di voler interrompere la relazione con l’uomo che andava avanti già da qualche anno. Dopo essersi nei tre anni precedenti, più volte recata in pronto soccorso dell’ospedale “Santissima Annunziata” per cure mediche conseguenti ai maltrattamenti e dopo essere stata allontanata dalla propria abitazione per trovare rifugio presso conoscenti e centri anti-violenza della provincia di Ferrara, arrivata all’esasperazione per l’ennesimo episodio di violenza, la donna ha denunciato l’uomo. Di qui sono scaturite le indagini avviate dai carabinieri che successivamente hanno portato alla denuncia del convivente.
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