Biologia e Scienze motorie il posto a chi arriva prima
Unife, non saranno ammessi più di 540 iscritti per ognuno dei due corsi di laurea Niente soglia a Biotecnologie ed Economia. Il rettore: via numero chiuso a Medicina
Sarà una gara gomito a gomito che coinvolgerà centinaia di studenti interessati ai corsi di Scienze motorie e Biologia. Ma a far la differenza non saranno le risposte, giuste o sbagliate, segnate sui fogli dei quiz, piuttosto l’ordine di arrivo: chi si presenterà prima in segreteria avrà infatti più chance di chi lo seguirà perché il numero programmato non prevede più di 540 iscritti per ognuno dei due corsi di laurea.
La novità andrà a regime dal prossimo anno accademico, ma le iscrizioni saranno aperte in estate, probabilmente a luglio, e la data fissata per il via sarà la pedana della competizione, basata sul tempo e non sui test, come la corsa per l’acquisto dei biglietti di un concerto o di una partita di calcio. A confermare che il sistema di selezione per i due corsi sarà quello appena descritto è stato ieri l’ateneo. «Abbiamo deciso di innalzare il numero degli ammessi per Scienze motorie da 180 a 540 mentre per Scienze biologiche, che quest’anno è stato lasciato ad accesso libero - ha spiegato il rettore Giorgio Zauli - abbiamo introdotto una soglia per riportare il rapporto docenti/studenti il più possibile vicino al limite stabilito dalla normativa». Un equilibrio che si era rotto alla fine dell’anno scorso quando l’assenza del numero programmato aveva fatto confluire su Biologia e Biotecnologie circa 3mila nuovi studenti, in entrambi i casi con un numero di iscrizioni superiore a mille matricole. Da qui l’esigenza di introdurre un correttivo per Biologia, che nell’anno accademico 2018-2019 tornerà a numero programmato ma con un tetto piuttosto elevato (comunque inferiore al numero di prime iscrizioni registrato l’anno in corso).
Resteranno aperti i corsi di laurea in Biotecnologie e in Economia, anch’essi “sbottigliati” nel 2017 con l’archiviazione del numero chiuso. Nell’anno in corso il raddoppio delle matricole, gonfiate dall’estensione dell’accesso libero (con un totale di circa 7mila nuovi iscritti), ha fatto salire Unife nella categoria degli atenei medi (oltre i 20mila studenti). Quest’anno l’obiettivo complessivo è un po’ più basso, circa 6mila matricole, ma resta ambizioso. Proprio il superafflusso di studenti nei tre corsi messi ad accesso libero ha consentito quest’anno, alle casse dell’ateneo, di reggere l’urto dell’innalzamento della no tax area (la soglia Isee al di sotto della quale non si pagano le tasse universitarie) fino a 23mila euro. Altre strutture, come l’Alma Mater, hanno subito un contraccolpo molto pesante registrando un “buco” da tasse azzerate superiore ai dieci milioni di euro. A Ferrara è andata meglio e i 18 milioni di euro di introiti da tasse universitarie del precedente anno accademico sarebbero stati “sostanzialmente” confermati - anche se con qualche affanno - nell’anno in corso (l’aumento delle matricole avrebbe ridotto l’impatto per una quota compresa fra uno e due milioni di euro). Le somme si trarranno definitivamente con la chiusura del bilancio, prima dell’estate, ma a confermare indirettamente che i conti di Unife non dovrebbero aver sofferto più di tanto l’allargamento della no tax area è la voce, che da tempo circola in ateneo, che per il prossimo anno accademico non sarebbe previsto un ritocco verso l’alto della tassazione per lo scaglione Isee superiore ai 50mila euro e, sembra, anche per la fascia intermedia, oltre i 23mila.
Il rettore, da parte sua, ha confermato la volontà dell’ateneo ferrarese di «continuare a chiedere e sollecitare l’eliminazione del numero programmato a Medicina. Una follia, dato che per i prossimi anni, a causa del flusso dei pensionamenti, che si prevede massiccio, nel settore della sanità potrebbe emergere una carenza di oltre 10mila medici. Quel limite non ha più ragione di esistere». (gi.ca.)
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