Carice, la Fondazione può arrivare fino al preliminare
Vertice convinto di aver già ottenuto il mandato per la trattativa di vendita Soci e azionisti in subbuglio, Confconsumatori li convoca per metà maggio
Il nuovo Consiglio d’indirizzo della Fondazione Caricento entrerà nei pieni poteri non prima di fine luglio, all’approvazione della del bilancio 2017 fatto slittare di due mesi con motivazioni tecniche, ma in ogni caso il Consiglio d’amministrazione ha «mandato pieno» per proseguire la trattativa con Popsondrio per la cessione del 51% della banca, e anche per firmare un preliminare. È quanto filtra dai vertici dell’azionista di maggioranza di Caricento, ieri ufficialmente in silenzio dopo la burrascosa assemblea di giovedì sera nella quale la maggioranza dei soci si è espressa contro l’operazione per come è stata condotta fino ad oggi. Quindi i 7 nuovi “controllori” del Cda guidato da Cristiana Fantozzi, nominati dall’assemblea, non potranno per il momento far sentire la loro voce durante la fase cruciale dell’operazione, che in molti a Cento sostengono sarebbe in sintonia con quella della maggioranza degli altri 7 componenti, nominati dagli enti. L’assemblea, tra parentesi, si è mostrata divisa, se è vero che la lista battezzata anti-Sondrio ha vinto con il 55% dei voti.
Il punto vero, secondo quanto emerge dai vertici della Fondazione, è che il Cda avrebbe già mandato pieno dal “vecchio” Consiglio d’indirizzo per concludere l’operazione di cessione, rispettando alcuni paletti: partner più grande, con indici patrimoniali migliori e quotato in borsa; nessun esubero né chiusure di filiali, anzi piano industriale di sviluppo. Solo in un secondo tempo l’eventuale preliminare andrebbe sottoposto al giudizio del Cdi, i cui nuovi membri, tra l’altro, andranno passati al vaglio degli stringenti requisiti richiesti per la carica. È anche il caso di ricordare che l’accordo dovrebbe essere vagliato da Bce, Consob e ministero.
La preoccupazione e la forte irritazione tra molti soci della Fondazione e azionisti di Caricento, anche per le parole con le quali Fantozzi giustificava l’esigenza di vendere («se l’operazione non dovesse andare in porto, per la Fondazione si ravviserebbero tempi bui»), sono comunque palpabili. «Sto ricevendo in queste ore un numero davvero molto elevato di telefonate di azionisti Caricento che ci chiedono di fare qualcosa per bloccare l’operazione - rivela Antonio Frascerra, presidente di Confconsumatori, “alleato” dei Piccoli azionisti Caricento - Non abbiamo strumenti per una cosa del genere, possiamo tutelare le singole posizioni azionarie, e lo stiamo già facendo con lettere alla banca. In ogni caso, convocheremo gli azionisti in assemblea pubblica entro metà maggio».
Oggi, intanto, Popsondrio pone il primo mattone dell’operazione, con la parte straordinaria dell’assemblea di Bormio che voterà l’autorizzazione al Cda di varare un aumento di capitale fino a 40 milioni, proprio per comprare la maggioranza di Caricento. Si attendono quindi indicazioni chiare sulle intenzioni dei vertici valtellinesi.
Stefano Ciervo
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