La Regione studia una metro leggera da Cattolica a Cento
Bonaccini: Patto sul Lavoro, ecco gli investimenti in campo. Un miliardo e mezzo di euro. Tagliani: non perdiamolo
FERRARA. Ricucire il divario con il resto della regione, ampliato negli anni della crisi economica, è l’obiettivo del Patto per il Lavoro declinato in salsa estense. Per promuoverlo ieri in città c’era Stefano Bonaccini, in versione agit-prop del Ferrarese: «Non dovete considerarvi un’area marginale, avete tutte le potenzialità per contribuire alla crescita dell’intera Emilia Romagna», è stato l’incitamento del presidente della giunta regionale il quale ha riepilogato il frutto, in termini di investimenti nella nostra provincia, del Patto firmato a Bologna nell’estate di tre anni fa.
Gli investimenti dal 2015. Oltre tre miliardi di euro: per due terzi riguardano le infrastrutture, un miliardo la ricostruzione post sisma, più 160 milioni la mobilità sostenibile (ferro e idrovia), 70 la cultura (Meis e Ducato estense) e 30 la banda larga. Denaro in parte già speso, sottolinea Tiziano Tagliani, «invece metà è ancora disponibile. Se puntiamo a una maggiore coesione sociale e più occupazione, dobbiamo evitare che venga perso», sprona il presidente della Provincia. Ci provano gli attori del focus Ferrara (siglato a febbraio) del Patto, riuniti in 5 tavoli di confronto, alcuni dei quali già partiti: Comune, Provincia, Camera di Commercio, Unife, associazioni d’impresa, sindacati.
Connettersi a chi cresce. «Ciascuno deve fare la sua parte - spiega l’assessore regionale Patrizio Bianchi -, è fondamentale un lavoro d’insieme perché il Patto per il Lavoro è un atto programmatorio generale da riempire di contenuti. Non è che c’è qualcuno che dall’elicottero fa piovere soldi, sia chiaro». Gran peso nel quadro complessivo lo occupano i progetti infrastrutturali e Bianchi cita la terza corsia in A13, la manutenzione della Ferrara-Mare, la Cispadana, la variante di Argenta, il potenziamento della ferrovia verso Bologna. «Ferrara deve connettersi a territori che crescono di più - dice l’assessore - come il Modenese e provare ad attirare “l’esubero” di crescita che c’è da quelle parti. Puntando su turismo, ricerca e sapere scientifico; in generale sul valore aggiunto della qualità». Con un occhio alle piccole e medie imprese, grazie a una maggiore incentivazione dei piani di localizzazione industriale specie nel Basso Ferrarese, «oggi abbiamo inviato la richiesta di fondi al governo per le aree interne del Delta allargato, che come ex zone depresse possono beneficiare di punteggi aggiuntivi anche nei bandi europei», sottolinea Bianchi.
“Obbligo” di Cispadana. Bonaccini riconosce le difficoltà ma anche «che questa provincia ha abbandonato le due cifre per quanto riguarda il dato della disoccupazione: chiaro comunque che puntiamo al lavoro “buono”». Poi rilancia a tutto gas, «ciò che avevamo detto lo stiamo facendo, e non per avere titoli sui giornali. Il metodo scelto, fare le cose assieme, può aiutarci a sbagliare meno». Forte il richiamo di Bonaccini sulla Cispadana («mi auguro che tutte le forze politiche non perdano questa opportunità storica») e in chiusura arriva una sorpresa, «uno studio di fattibilità da fare nei prossimi mesi per la costruzione di una metropolitana leggera da Cattolica fino all’Alto Ferrarese, da realizzare con risorse europee e nazionali».
Il dibattito. Puntuto Cristiano Zagatti (Cgil) a nome anche di Cisl e Uil: «Bene la concertazione, però si faccia attenzione a enfatizzare troppo i risultati; se poi la gente della condizione non migliora, è un’arma a doppio taglio». I sindacati riportano la proposta radicale di fusione tra Comuni, Bonaccini replica che la nostra «è tra le province che ha fatto di più». Il Patto è iniziato bene per Cna, Unindustria e Unife; Govoni (Camera di Commercio) chiede «risorse attivabili nel più breve tempo possibile».
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