Per il “bullo” il rientro a scuola
Tornato a casa, ma vigilato, uno dei tre minori accusati di rapina
«La prossima settimana ci metteremo in contatto con la scuola per capire quando potrà riprendere le lezioni. Il ragazzo è intenzionato a proseguire gli studi dal punto in cui li aveva lasciati». A parlare è l’avvocato Antonio Spinzo, del foro di Bologna, che difende uno dei minorenni accusati di aver rapinato uno studente di 13 anni. L’adolescente era stato affidato assieme a due complici ad una comunità per l’accoglienza di giovani in custodia cautelare.
Ora il ragazzino, 15 anni, è rientrato a casa, dove resta sottoposto a misure restrittive. «In genere i ragazzi che vengono obbligati alla “permanenza in casa” (provvedimento che equivale per gli adulti agli arresti domiciliari, ndr) viene riconosciuta la possibilità di assentarsi per frequentare la scuola o praticare l’attività sportiva - precisa l’avvocato Spinzo - nei prossimi giorni verificheremo a quali condizioni sarà possibile accedere a queste opportunità». Il quindicenne ha avuto «un atteggiamento responsabile con gli inquirenti ai quali ha fornito la sua versione di quanto è successo», ha aggiunto il legale. Gli investigatori stanno continuando, intanto, il lavoro di accertamento sull’attività dei tre “bulli” del “sotto Mac” che in città e nei pressi delle scuole - secondo quanto riferito dai ragazzi e dai genitori finiti nel mirino della banda, con minacce e atti di violenza - avevano avviato o stavano iniziando una vera e propria attività criminale che non si risolveva solo in atti di intimidazione o di arroganza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
