Una serata per ricordare tutte le vittime di “Igor”
Parenti e amici, italiani e spagnoli, si sono ritrovati per un grande abbraccio
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.16773689:Video:https://video.gelocal.it/lanuovaferrara/dossier/i-delitti-di-igor/una-serata-per-ricordare-le-vittime-di-igor/92887/93367]]
BUDRIO (Bologna). La comunità di Budrio si è data appuntamento al teatro del paese ieri sera, per ricordare le vittime di Igor “il Russo”.
La sala gremita rappresenta bene quanto le persone che abitano queste terre, e non solo, sentano ancora viva la tragedia di un anno fa. Nelle prime file, oltre alle autorità, tra cui il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e Gian Luca Galletti, ministro dell'ambiente, i figli di Valerio Verri, Emanuele e Francesca; l'agente di polizia Marco Ravaglia, di pattuglia con Verri quando quest'ultimo venne ucciso da Igor e alcuni amici delle vittime spagnole uccise dal killer prima della sua cattura. La vedova del barista Davide Fabbri, prima vittima del killer, non c'era, non se l'è sentita di partecipare.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:site:1.16773671:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.16773671:1650653496/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
«A distanza di un anno – ha detto Ravaglia – il dolore è ancora tanto, sia fisico sia morale. È difficile andare avanti».
I figli di Verri, prendendo posto in sala si sono limitati a dire: «La giustizia sta lavorando, tempo al tempo».
Miguel, Carmelo, Benito e Rosana, arrivano da Aragona, il paese a cento chilometri da Saragozza in cui è stato catturato Igor; sono amici di Luis Iranzo, l'agricoltore assassinato . «È un momento triste ma – dicono – allo stesso tempo allegro. Siamo qui per lottare, per avere giustizia e non dimenticare quanto accaduto. Il giorno della sparatoria e della cattura è indimenticabile, una cosa incredibile per un piccolo paese come il nostro. Prima di Igor ne avevamo sentito parlare dai telegiornali; sapevamo che un uomo aveva ucciso degli innocenti in Italia, ma non immaginavamo potesse finire così».
Poi le luci si spengono, il sipario si apre e la corale di Budrio canta l'Inno d'Italia. Tutti in piedi. Il presentatore dopo gli applausi annuncia: «Vogliamo essere uniti e ricordare quanto accaduto ma non deve essere una serata di commemorazione triste, perché qui celebriamo la vita».
Sul palco poi, tra l'alternarsi di giornalisti, politici e musicisti, è salito anche Carmelo, lo spagnolo che ha letto la lettera scritta dalla vedova di Iranzo.
Samuele Govoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
