La Nuova Ferrara

Ferrara

«Niente commiserazione solo rispetto e giustizia»

di Samuele Govoni
«Niente commiserazione solo rispetto e giustizia»

Budrio, a teatro spagnoli e italiani per non dimenticare gli omicidi di Feher Il presidente Bonaccini: nessuno restituirà più ciò che questa tragedia ha tolto

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BUDRIO. Famiglie e comunità intere unite dal dolore, dalla voglia di rispetto, riscatto e giustizia. Sabato sera nel teatro comunale di Budrio, non c’erano confini o distinzioni, ma solo la voglia di stare insieme per non dimenticare, per celebrare la vita. Sì perché la serata organizzata da Augusto Morena, capo del comitato “Amici di Davide Fabbri”, fondato per ricordare il barista ucciso lo scorso aprile da Norbert Feher, noto ai più come Igor il russo, aveva un obiettivo tanto semplice quanto fondamentale: fare in modo che i riflettori non si spengano.

Tra le persone, circa trecento, che affollavano la sala, c’erano anche Francesca e Emanuele Verri, figli di Valerio, la guardia volontaria uccisa nel Mezzano per mano dello stesso uomo; quella stessa mano che ha ferito Marco Ravaglia, agente di polizia che si trovava di pattuglia con Verri in quel pomeriggio di un anno fa. Non solo, dalla Spagna sono arrivati per l’occasione anche alcuni amici di Luis Iranzo, agricoltore di Aragona assassinato lo scorso dicembre prima che Norbert Feher venisse catturato. Stessa sorte toccò anche a due agenti della Guardia Civil.

La vita di queste cinque persone è stata interrotta da Igor e con loro, le vite di familiari, parenti e amici sono cambiate per sempre. Carmelo Valero Planas, cantautore spagnolo trapiantato in Italia ma originario di Aragona e amico di Iranzo, è salito sul palco del teatro e prima di affidare il suo dolore alle canzoni, ha letto una lettera scritta per l’occasione dalla vedova: «Forse tutta questa storia non è stata un caso. A volte i destini di ciascuno di noi sono inspiegabili. Siamo solo di passaggio e forse i nostri cinque eroi sono morti per questo, per fermare un assassino. Forse un giorno il dolore lacerante si placherà». Anche gli spagnoli, come ha spiegato Planas, ritengono che i propri amici non siano stati protetti in maniera adeguata. Pure Emanuele e Francesca Verri hanno affidato il loro dolore ad una lettera. A leggerla sul palco il presentatore e moderatore della serata: «In questa tragedia non ci sono eroi, solo vittime. Chiediamo solo rispetto. Rispetto per Valerio Verri, la sua uccisione poteva essere evitata come tutte le altre. Ci sentiamo per questo vicini alle vittime spagnole. Anche il loro assassinio avrebbe potuto essere evitato. Abbiamo incontrato ministri e generali, noi - scrivono i Verri - non chiediamo commiserazione o ribalta mediatica ma soltanto rispetto». Ai familiari delle vittime è stata poi consegnata dal presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, una targa simbolica. Un modo per dire che le loro storie non sono state dimenticate. «Tutto questo non doveva accadere e nessuno restituirà più ciò che è stato tolto. Per questo - ha affermato Bonaccini - credo che ognuno debba provare, secondo le sue responsabilità, a fare la propria parte». Ancora una volta il dolore che riaffiora, il dispiacere per quelle vite spezzate e per tutti coloro che devono restare qui, a fare i conti con un passato sbagliato.

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