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Cadf lavora per potenziare la centrale di potabilizzazione

SERRAVALLE . È in corso da parte di Cadf il potenziamento della filiera di pretrattamento della Centrale di potabilizzazione di Serravalle.Il Consorzio acque Delta Ferrarese si avvale di due centrali...

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SERRAVALLE . È in corso da parte di Cadf il potenziamento della filiera di pretrattamento della Centrale di potabilizzazione di Serravalle.

Il Consorzio acque Delta Ferrarese si avvale di due centrali di potabilizzazione (Serravalle e Ro) per distribuire l’acqua alle utenze. Da ciò è desumibile come questi due impianti siano per il Cadf punti strategici sui quali investire per un continuo lavoro di ottimizzazione impiantistica al passo con i tempi. Per il 2018 Cadf ha elaborato un piano investimenti all’interno del quale trova spazio un progetto, in corso di realizzazione, circa il potenziamento della filiera di pretrattamento della centrale di potabilizzazione di Serravalle, mediante l’inserimento di una sezione di desabbiatura meccanica. Nella centrale di Serravalle vengono oggi applicati processi comunemente utilizzati per impianti che trattano acqua di superficie ovvero si effettua una additivazione di chemicals coagulanti al fine di poter ridurre immediatamente la torbidità influente entro valori accettabili dalle unità operative di valle. Nel dettaglio l’acqua influente viene prima fatta passare attraverso un mescolatore, dove vengono aggiunti i reagenti citati, quindi viene fatta precipitare e decantare all’interno di tre sedimentatori. La filiera di potabilizzazione prosegue poi con i trattamenti di filtrazione (sabbia e carboni), la disinfezione finale ed il rilancio alla rete di distribuzione aziendale.

«Lo scopo del progetto è quello di installare una nuova unità operativa – spiegano i tecnici del consorzio - a monte degli attuali pretrattamenti in grado di abbattere meccanicamente e senza l’ausilio di reagenti chimici la torbidità dell’acqua prelevata dal Po, in tal modo si ridurrebbero in maniera sostanziale i quantitativi di chemicals utilizzati con conseguente incidenze sia sugli aspetti economici ma soprattutto ambientali. La tecnologia scelta (desabbiatore tipo pista) viene comunemente utilizzata all’interno degli impianti di depurazione, tuttavia non vi sono esperienze ed applicazioni sul panorama nazionale per quanto concerne la potabilizzazione delle acque».

A tal proposito, i tecnici Cadf hanno studiato modifiche puntuali da apportare alla tecnologia comunemente applicata. L’analisi tecnico economica dell’investimento ha valutato un rientro della spesa di 6 anni. Alla luce di ciò, già nel 2018 via ai i lavori, la cui progettazione esecutiva è già in corso. (m.b.)



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