Fondazione Carife, dall’Acri la spinta decisiva alla fusione
Sarà probabilmente il congresso triennale dell’Acri, in programma il 7-8 giugno a Parma, a fare luce sul futuro delle Fondaziona Carife. L’ex azionista di maggioranza della cassa cittadina, infatti,...
Sarà probabilmente il congresso triennale dell’Acri, in programma il 7-8 giugno a Parma, a fare luce sul futuro delle Fondaziona Carife. L’ex azionista di maggioranza della cassa cittadina, infatti, è da tempo tra gli osservati speciali della potente associazione guidata da Giuseppe Guzzetti, al pari della Fondazione Cassamarche, la maggiore tra quelle uscite con le ossa rotte dal “salvataggio” delle quattro banche in crisi. È noto da tempo che Palazzo Crema non potrà andare avanti a lungo senza un aiuto esterno, cioè un partner in grado di evitarne la liquidazione e fornirle un minimo di dotazioni finanziarie per la ripresa della sua attività caratteristica, cioè le erogazioni sul territorio, ormai ferme da anni. La regia di Acri per questa operazione è indispensabile, ma a differenza di Cassamarche, per la quale da tempo si parla di un’alleanza con le Fondazioni di Venezia o Verona, non circolano ancora indicazioni specifiche di “cavalieri bianchi”. In ogni caso dal congresso dovrebbe uscire una richiesta al governo di porre condizioni favorevoli per le fusioni, come ad esempio sgravi fiscali, ma è chiaro che bisognerà misurare queste richieste con il quadro politico in evoluzione.
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