Camere commercio La Cna: cambiare la legge di riforma
Cna è «sempre stata disponibile al dialogo» sulla nuova Camera di commercio, ma «poco interessata a manovre politiche», e più che appelli all’unità delle forze imprenditoriali ferraresi in vista...
Cna è «sempre stata disponibile al dialogo» sulla nuova Camera di commercio, ma «poco interessata a manovre politiche», e più che appelli all’unità delle forze imprenditoriali ferraresi in vista della fusione con Ravenna, c’è bisogno che i parlamentare neo-eletti a cambiare «sostanzialmente» la legge di riforma. Così Davide Bellotti, presidente degli artigiani di via Caldirolo, risponde alle sollecitazioni di superare divisioni del sindaco Tiziano Tagliani e del segretario Cgil, Cristiano Zagatti, dopo il fallimento del primo tentativo di accordo con Ravenna.
Questa faccenda, sottolinea Bellotti, è stata strumentalmente tacciata di «campanilismo. Non possiamo non sottolineare come sia stata proprio la politica, e in particolare il governo Renzi, ad approvare una riforma delle Camere di Commercio inefficace e pasticciata, che causerà, per il nostro territorio, il venir meno di una esperienza di eccellenza, come quella della Camera di Commercio di Ferrara. A questo proposito - ribadisce il presidente Cna - sollecitiamo fin da subito tutti i neo-parlamentari eletti nella nostra provincia ad essere fattivi, affinché si metta mano alla riforma delle Cciaa, cambiandola sostanzialmente, al fine di garantire l’autonomia e la specificità di realtà economiche ed imprenditoriali che si sono contraddistinte per buone prassi, come quella ferrarese».
In via Caldirolo, dove sono rappresentate 9mila imprese, si rivendica di esserci sempre dimostrati «disponibili ad un accordo, in primis tra le associazioni imprenditoriali di Ferrara, volto a definire assetti e governance dell’eventuale Camera di Commercio Ferrara-Ravenna. Esiste, però, un “peccato originale”, che non si può sottacere: e cioè - accusa Bellotti - il venire meno della parola data dalle associazioni del commercio, che hanno ingiustificatamente deciso di appoggiare un candidato esterno lasciando andare alla deriva il tentativo ferrarese di concentrarsi sui temi economici e di sviluppo peculiari, facendo così venire meno il pre-esistente rapporto fiduciario, ma soprattutto dando un’idea di debolezza di fondo di Ferrara (come se ce ne fosse bisogno)».
Il presidente Cna vuole poi riportare le dichiarazioni di Tagliani e Zagatti «alla concretezza della realtà, invece che alle vuote accuse del mondo politico-sindacale, una concretezza che ha sempre contraddistinto l'operato di Cna: il nostro territorio è in grave sofferenza, e se si vuole evitare il ridicolo spero che di questo non si vogliano accusare gli operatori economici, in particolare le piccole aziende artigiane». Dopo il picco della crisi, gli artigiani si attendevano un rilancio della governance locale sulla sull’economia, ed invece, «abbiamo assistito ad un indebolimento, che ha aggiunto problemi ai problemi. Per questo, abbiamo salutato positivamente la sottoscrizione del Patto per il lavoro (essendo stati, tra l’altro, tra i primi a sollecitare un accordo unico per tutto il territorio provinciale), che può rappresentare un vero inizio, a condizione di andare oltre la retorica e i facili slogan della propaganda politica».
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