Schianto in moto Muore e 26 anni
Lido Spina, Mattia Tugnoli è finito in un dirupo in Slovenia Un amico: era dietro di me, poi a un tratto non l’ho visto più
LIDO SPINA. Primo maggio tragico per Mattia Tugnoli, giovane di Lido Spina che, a causa di un incidente stradale, ha perso la vita mentre si trovava in Slovenia per un viaggio con amici. Il 26enne è morto martedì dopo aver perso il controllo della propria moto ed essere uscito di strada. Stava percorrendo una panoramica che collega Caporetto a Kranjska Gora.
Un giorno tragico, irreparabile per i familiari, gli amici e la comunità tutta che ora piange il giovane Tugnoli. Mattia, figlio di Maurizio, titolare del noto ristorante pizzeria “Al Fieramosca”, è uscito di strada in corrispondenza di un tornante ed è finito in un dirupo. La tragedia si è consumata al terzo giorno di una gita organizzata con un gruppo di amici, tutti appassionati motociclisti, partiti da Comacchio domenica. Ancora sotto choc Alessandro Gelli, uno degli 8 amici in gita con Mattia, che spiega: «Dopo aver percorso il giro della Slovenia in moto, stavamo rientrando lungo una strada panoramica che ci avrebbe permesso di raggiungere Tarvisio (in Friuli, ndr). Mattia era il penultimo della fila, io lo precedevo. Ad un certo punto, dopo una curva, ho sentito un gran rumore. Pensavo di aver perso qualcosa - prosegue l’amico Alessandro -, ma dagli specchi mi sono accorto che non avevo più Mattia dietro di me. A chiudere la fila c’era Pietro, il quale lo ha visto scivolare giù nello strapiombo».
Una scena agghiacciante si è presentata agli occhi degli amici, che hanno subito invertito la marcia. Mattia era caduto giù nel dirupo insieme alla moto, nel cuore delle Alpi Giulie. Nessuno riesce a capacitarsi di quello che può essere successo in quei fatali secondi che hanno preceduto l’uscita di strada. «Forse ha frenato e la moto si è “chiusa” ed è scivolato in curva - prosegue costernato l’amico Alessandro -; potrebbe essersi distratto un attimo a guardare le montagne. Forse anche la moto, una Suzuky SW 650 S, gli è ruzzolata addosso. Quando lo abbiamo raggiunto, aveva in testa il casco ancora integro, ma probabilmente ha riportato molte fratture e lesioni interne».
Il gruppo di motociclisti procedeva ad andatura lenta, sia per le condizioni della strada di montagna, affastellata di curve insidiose, sia per il gran via vai di autovetture in transito, essendo una zona molto frequentata dai turisti. Mentre i primi automobilisti di passaggio hanno chiamato i soccorsi in sloveno, uno degli amici ha subito cominciato a praticare il massaggio cardiaco a Mattia, procedura messa in atto anche dai soccorritori, giunti tempestivamente, con il ricorso al defibrillatore. «Dopo quasi un’ora di tentativi - conclude Gelli affranto -, ci hanno detto che non c’era più nulla da fare e Mattia, con l’ausilio dei pompieri, è stato recuperato e trasportato nella camera mortuaria di Tolmino».
Con un dolore indescrivibile gli amici hanno trovato la forza per avvisare papà Maurizio e mamma Enrica, che sono immediatamente partiti alla volta della Slovenia. Ieri la salma di Mattia è stata trasportata a Lubiana per l’esecuzione dell’autopsia.
Katia Romagnoli
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