Stesso scippatore, due le vittime
I colpi ieri pomeriggio a bordo di uno scooter: sfuma il primo in Giovecca, a segno in via Pomposa
Tornano gli scippi, torna l’incubo dei furti violenti in città che si è concretizzato ieri pomeriggio nella zona del centro, tra la fine di Corso Giovecca e l’inizio di via Pomposa. Due fatti in successione, nel tardo pomeriggio di ieri, un primo tentato scippo e poi il secondo a segno. In azione tra le 17/17.30 forse la stessa persona, un ragazzo a bordo di uno scooter di piccola cilindrata, un 50ino, nascosto dal casco (ma qui divergono le indicazioni delle vittime sui colori del casco e dello stesso scooter), e tuttavia è presumibile pensare che si tratta dello stesso scippatore. Vediamo in successione i fatti. Il primo è avvenuto davanti al vecchio ospedale Sant’Anna in corso Giovecca, quando ad una donna si è avvicinato un ragazzo giovane ( barbetta incolta, l’indicazione fornita) e ha tentato lo strappo della borsa, senza riuscirsi. Poi via, la fuga. Ma poche decine di minuti più tardi, attorno alle 17.30 il secondo colpo a segno questa volta. Una donna è stata avvicinata e le è stato strappato lo zainetto che conteneva da una prima ricostruzione, documenti, bancomat ed effetti personali. Nel tardo pomeriggio di ieri la donna stava ancora presentando la denuncia ai carabinieri di Corso Giovecca che ora hanno attivato le prime indagini, anche sulla base delle foto segnaletiche degli specialisti in colpi analoghi. In questo caso, si cercava ugualmente uno scooter di piccola cilindrata che era entrato in azione nel controviale di via Pomposa. Per fortuna le due vittime non sono state fatte cadere, come purtroppo è accaduto spesso. Sul primo episodio, il tentato scippo, ora sono in corso le indagini da parte della polizia che ha raccolto il primo allarme e le prime segnalazioni che sono state poi diramate anche ai colleghi carabinieri. Che una volta attivati per il secondo scippo ora potrebbero collegare i due fatti: la zona circoscritta degli scippi (Giovecca-via Pomposa), un ragazzo giovane (carnagione chiara, dunque presumibile italiano-ferrarese) e quella barbetta incolta da ragazzino che è stata indicata da entrambe le vittime.
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