Comacchio, muore portalettere di 26 anni
Il ragazzo stava viaggiando sullo scooter di Poste italiane lungo la via Marina, disperati e vani i soccorsi
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COMACCHIO. Nicola Benetti, giovanissimo portalettere di Formignana, in servizio a tempo determinato nell’ufficio postale di Comacchio, è l’ennesima vittima di un tragico infortunio sul lavoro. Intorno alle ore 11.20 di venerdì mattina (4 maggio), il ragazzo di 26 anni, in sella al ciclomotore di servizio della Poste italiane, stava percorrendo la via Marina in direzione di Porto Garibaldi, quando, per cause ancora da chiarire, si è scontrato con un autocarro del Cadf di Codigoro, che lo precedeva. L’impatto devastante contro la fiancata dell’autoveicolo, a bordo del quale vi erano due operai diretti alla sede del depuratore, non ha purtroppo lasciato scampo a Benetti. Il giovane, che era studente-lavoratore, è finito sull’asfalto con il peso del motoveicolo lungo un fianco. Nonostante l'intervento tempestivo dei soccorsi, per il giovane non c'è stato nulla da fare. I soccorsi, sono giunti sul posto prima un’ambulanza ed un vigile del fuoco fuori servizio e, in successione, l’automedica, una squadra dei pompieri del distaccamento di Comacchio, una pattuglia dei carabinieri di Lido Estensi, coordinata dal luogotenente Pasquale Martino, una pattuglia del Norm, diretta dal comandante dell’aliquota Radiomobile, maresciallo maggiore Fabbri, che hanno curato i rilievi stradali ed una pattuglia della polizia municipale, coordinata dall’ispettore Gabriele Felletti, per deviare il traffico veicolare. Sul posto anche l'elisoccorso.
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Intorno alle ore 12.15 l’eliambulanza è decollata, senza paziente, dal piazzale antistante il depuratore del Cadf, mentre sul luogo dell'incidente sono giunti anche il carroattrezzi di Ferroni soccorso, per il recupero del ciclomotore e il necroforo. Da Ferrara il magistrato di turno ha espresso l'assenso alla rimozione della salma, poi trasportata alla camera mortuaria di Comacchio, in attesa di ulteriori disposizioni da parte dell'autorità giudiziaria. Saranno le indagini dei carabinieri del Norm e della stazione di Lido Estensi a ricostruire la dinamica. Negli occhi di tutti coloro che stavano transitando in via Marina in quei fatali istanti resteranno le immagini di quello scooter giallo delle Poste, semidistrutto e di quel drappo bianco che copriva l’ennesima, giovane vittima sul lavoro e delle nostre strade.
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