La tragedia di Mattia Il papà: «Grazie a chi ci è vicino»
LIDO SPINA. La salma di Mattia Tugnoli, il giovane di Lido Spina deceduto a 26 anni il primo maggio durante una gita in moto in Slovenia, è stata trasportata ieri pomeriggio all'ospedale di Gorizia....
LIDO SPINA. La salma di Mattia Tugnoli, il giovane di Lido Spina deceduto a 26 anni il primo maggio durante una gita in moto in Slovenia, è stata trasportata ieri pomeriggio all'ospedale di Gorizia. Il proficuo intervento del Consolato italiano in Slovenia ha consentito di portare a compimento, in tempi brevi, una serie di procedure burocratiche, indispensabili per il rientro in Italia di Mattia, che ha perso la vita finendo con la sua moto in un dirupo, mentre con altri otto amici stava percorrendo una strada panoramica, che congiunge Kranjska Gora a Caporetto.
Ieri mattina a Lubiana è stata effettuata anche l'autopsia sul corpo del ragazzo, il quale coltivava, oltre alla passione per il motociclismo anche quella per la pallanuoto. Lunedì, in serata, la salma di Mattia arriverà nella camera mortuaria della casa della salute San Camillo. Con ogni probabilità i funerali saranno celebrati martedì o mercoledì.
In queste ore di sgomento e dolore per tutta la comunità che si è unita al lutto della famiglia Tugnoli, proprietaria del ristorante-pizzeria “Al Fieramosca” di Lido Spina, il papà Maurizio desidera esprimere sentimenti di riconoscenza ai tantissimi che hanno voluto far sentire la loro vicinanza. «Rivolgo un ringraziamento particolare, anche a nome di mia moglie Enrica, al direttore generale di We are social, l'agenzia di Milano dove lavorava mio figlio. Mi ha assicurato che saranno tutti presenti ai funerali. Ringraziamo tutti per il bene che ci stanno mostrando. È un momento molto difficile per noi e l'affetto della gente ci dà la forza per affrontarlo». In testa al gruppo di nove centauri partiti domenica da Comacchio per la tre giorni su due ruote tra il Friuli, la Slovenia e l'Austria, c'era Leopoldo Bozzi, che è medico dentista. «Condivido con mio figlio Pietro la passione per la moto - riconosce Bozzi - e siamo partiti con Mattia e ad altri amici per una gita, che purtroppo si è trasformata in tragedia. Mio figlio era a circa 30 metri da Mattia. Abbiamo trovato una serie di S, c'era un'ondulazione del rettilineo e come tutti noi sicuramente anche Mattia è rimasto incantato dal panorama che si aperto davanti ai nostri occhi. Invece di curvare, ha visto il pilastrino, ha fatto una brusca frenata, la moto ha ruotato. Lì c'era l'Isonzo. È caduto giù di tre metri e la moto purtroppo gli è ruzzolata addosso».
Tra gli automobilisti di passaggio, anche un infermiere in ferie che con il dentista si è prodigato a prestare i primi soccorsi a Mattia. «È morto tra le mie braccia - racconta con dolore e rabbia Bozzi - è una cosa orrenda. Non si può vedere un giovane nel pieno della vita morire così, in modo assurdo. È terribile».
Katia Romagnoli
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