«Addio Davide, eri l’uomo del dialogo»
A Copparo i funerali dell’escursionista morto domenica nel Pistoiese. Alle esequie anche il cane che lo aveva vegliato
COPPARO. Il largo marciapiede davanti al Teatro de Micheli era gremito. Caldo, nuvole. Vento. Tanta gente. Ma non era uno spettacolo. Era l'ultimo saluto a Davide Montanari, 53 anni, copparese trapiantato a Bologna, funzionario del settore cultura di Casalecchio, uomo di dialogo, di programmazione, di dibattito, tragicamente scomparso durante una escursione nel Pistoiese, domenica scorsa.
L'atrio del teatro Comunale di Copparo è diventato la camera ardente per l'ultimo saluto. Una bara chiara. Tanti fiori. Sulla bara le corone della moglie, della mamma della famiglia, e quelle del Consiglio comunale e di sindaco e giunta di Casalecchio. Una corona era dell'Anpi di Casalecchio. Un bel mazzo di fiori portava la scritta “Compagne e Compagni”. Il Gonfalone abbrunato del Comune di Copparo, e i sindaci di Copparo, Nicola Rossi e di Casalecchio, Massimo Bosso, a pronunciare un breve elogio, un discorso di addio per un uomo di cultura e soprattutto di dialogo.
«Non lo vedevo spesso- ha detto il sindaco di Copparo Rossi- ma ci sentivamo spessissimo. Parlavamo e la sua capacità di trovare soluzioni era grandissima. Ci mancherà».
Una frase del sindaco di Casalecchio, Bosso, dopo un lungo elenco di suoi progetti realizzati e di accorati richiami al suo valore, è emblematica della persona e delle sue capacità: «era un uomo capace di tenere i piedi per terra, di camminare e di costruire ponti. Ma senza mai abbassare lo sguardo al terreno, guardando sempre avanti». Si percepiva non il freddo rispetto per il professionista di valore, ma il calore dell'amicizia per l'uomo. C’era anche il sindaco di Crevalcore, Claudio Broglio, e l'assessore Marco Martelli con fascia tricolore, come i sindaci di Copparo e Casalecchio. Tanti amministratori o ex (da Davide Tumiati a Roberto Polastri ad Alfredo Bertelli) amici di una vita e persone dell'ambito culturale locale delle biblioteche, del teatro, commercianti. E poi la mamma, il fratello, la famiglia. La moglie, la signora Jessica, capace di dare coraggio a chi era venuto per l'ultimo addio. Anche il cane di Davide, la femmina di pastore bergamasco che lo aveva accompagnato per l'ultimo saluto e lo aveva vegliato, era partecipe e tranquilla.
Il corteo funebre, con un tragitto insolito, partiva dal teatro, passava davanti il municipio e arrivava alla Chiesa dei Santi Pietro e Paolo. All'ingresso, l'organo suonava un celeberrimo adagio. La chiesa si riempiva.
Don Daniele Panzeri , dopo le letture di San Paolo (lettera ai romani), sul fatto di vivere e morire per Dio e Del Vangelo di Luca (sul fatto di essere sempre pronti alla chiamata del Signore) nella sua omelia ricordava quanto sia importante pensare a una la morte che non è la fine di tutto. Dopo il servizio funebre, il mesto corteo fino al cimitero di Copparo, dove Davide Montanari ha trovato l'ultima dimora, vicino al padre scomparso da tempo.
Alessandro Bassi
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