«Ciao grandissimo Claudio il tuo sorriso ci mancherà»
Pontelagoscuro, in una chiesa gremita l’addio al 50enne vittima della strada Toccante omelia di don Silvano: vicini alla famiglia in questo momento terribile
Tanti amici, ma soprattutto tanti giovani, molti dei quali parrocchiani. Altri meno giovani, adulti che condividevano con Claudio la passione, quasi una fede, per la motocicletta. E, nei primi banchi della chiesa di Pontelagoscuro i parenti più stretti, i familiari di una vita. La moglie Rita, la figlia Emma, la mamma Giovanna e tutti gli altri, nessuno escluso. Commozione palpabile e momenti d’intensa riflessione e sgomento, ieri pomeriggio, al funerale di Claudio Bignardi, il cinquantenne vittima, il 22 aprile scorso, di un terribile incidente stradale avvenuto in via Padova. Sulle cause della tragedia, sulla sua dinamica e sulle eventuali responsabilità saranno le forze dell’ordine a dire l’ultima parola. Su quanto, invece, Claudio ha saputo lasciare alle tante persone che gli hanno voluto bene, non saranno necessari né rilievi né indagini. Bastava guardare, ieri, la chiesa gremita, i volti stravolti degli amici, le lacrime dei “colleghi” di passione del gruppo Iron Horses, i cavalli di ferro, così si chiamano gli amanti di queste splendide motociclette. Purtroppo questo aggettivo stride con un fatto inspiegabile e «avvolto talvolta nel mistero come una morte», come ha ricordato bene nella sua toccante omelia il parroco di Pontelagoscuro, don Silvano Bedin, che pochi attimi dopo l’inizio dei funerali si è rivolto ai parenti più stretti, assicurando «che quel sorriso bellissimo di affetto e di amore di Claudio sarà di conforto e di aiuto per superare una prova così dura». Presente anche una delegazione dello stabilimento di LyondellBasell al petrolchimico di Ferrara, il luogo di lavoro di Bignardi dal 1989. In tutti, nei tanti che abbiamo incontrato, c’era un senso di tristezza. Alcuni colleghi hanno ricordato Claudio con parole intrise di sgomento e affetto insieme: «Claudio era una persona che suscitava empatia per il suo carattere gioviale e sempre pronto a sdrammatizzare», ripeteva ieri, sul sagrato della chiesa, un’altra collega. Nei giorni scorsi altri compagni di lavoro si sono stretti alla famiglia nel tentativo, sempre arduo, di portare una parola di conforto. Soprattutto quei lavoratori che facevano il turno con Claudio nell’impianto XIV, quello dove si producono i catalizzatori.
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