La Nuova Ferrara

Ferrara

L’agricoltura sostiene un’economia in difficoltà

di Gian Pietro Zerbini

Perso in un decennio di crisi il 18,5% delle imprese del territorio comunale Artigianato e commercio in flessione, si sconta anche il calo di giovani

3 MINUTI DI LETTURA





L’agricoltura è il settore che più di tutti caratterizza l’economia di Ro Ferrarese. Il numero di imprese del settore primario rappresenta il 41,6% del totale, molto vicino al dato record di Jolanda di Savoia, il comune più agricolo della provincia con 47,7% di imprese e nettamente superiore alla media ferrarese che si attesta al 18,9%. Il primato dell’agricoltura è confermato anche dal numero di addetti impegnati nel settore e anche dalla percentuale del valore aggiunto pro capite che si alza al 6,7% a fronte di una media provinciale del 5,6%. E proprio sul valore aggiunto arriva uno dei dati più negativi in quanto fa registrare nel comune roese 15.500 euro pro capite a fronte di una media provinciale che è di 22.100 euro.

In questo contesto è in calo la fetta dei servizi che continua ad essere in maggioranza al 64,6%, ma inferiore al dato medio ferrarese che sfiora il 70%. Uno dei problemi maggiori dell’economia roese resta quello demografico con un calo costante della popolazione che diventa tra l’altro sempre più anziana. Il rapporto infatti è salito a 373 residenti over 65 (che rappresentano esattamente nel comune 1 cittadino su 3 con il 33,3%) ogni 100 giovani under 20% la cui percentuale è scesa ulteriormente al 12,1%. Il problema si riflette anche sulle aziende giovanili con appena il 5,7% delle attività produttive che hanno imprenditori di età inferiore ai 35 anni. E gli indici imprenditoriali sono tutti negativi, a cominciare dal confronto con passato. In un solo anno il comune di Ro ha perso il 3,7% delle imprese, scendendo sotto quota 300 (il raffronto con il dato provinciale è molto penalizzante -1,1%), ancora più consistente il calo fatto registrare nel decennio della grande crisi con un -18,5%, abbondantemente più del doppio della perdita che si è verificata nell’intera provincia di Ferrara dal 2007 con un -8,4%. Sono in calo anche le imprese femminili, nonostante il buon dato del 25,7% di imprese condotte da donne (più di un quarto) che equivale al secondo posto assoluto nell’intera provincia dietro solo a Fiscaglia e abbondantemente superiore alla media provinciale.

In crisi anche il dato relativo all’artigianato che fa segnare un 24% del totale delle imprese, quando generalmente molti comuni viaggiano sopra il 30%. In regresso anche le imprese straniere che comunque fanno registrare un 9,1% del totale e in questa tipologia danno a Ro la palma del sesto comune più esterofilo della provincia. Ro a livello provinciale vanta il record di Comune che ha il maggior numero di imprese che si dedica alle confezioni di abbigliamento con il 2,7%, staccando nettamente Bondeno che segue al secondo posto con 1,7%, tanto per fare un raffronto, la media ferrarese è di appena lo 0,8%.

Dopo l’agricoltura è il settore delle costruzioni ad avere un maggior numero di addetti. Da segnalare invece la grande crisi del commercio, soprattutto quello al dettaglio che è sceso a 36 attività per 46 addetti, settore che viene superato dai servizi alla persona con 65 addetti e dalla ristorazione che negli ultimi anni ha avuto un risveglio con 59 addetti. Un dato in parte dovuto alla riscoperta di un turismo fluviale che comunque stenta ancora a decollare. Una risorsa quella del Po, che andrebbe maggiormente valorizzata.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google