L’autista del Cadf: ero fermo, non ci ha visti
COMACCHIO. La tragedia si è consumata mentre Marco Simoni, operaio del Cadf di Codigoro, alla guida dell’autocarro di servizio, era fermo sulla linea di mezzeria, in attesa di svoltare a sinistra,...
COMACCHIO. La tragedia si è consumata mentre Marco Simoni, operaio del Cadf di Codigoro, alla guida dell’autocarro di servizio, era fermo sulla linea di mezzeria, in attesa di svoltare a sinistra, verso la sede del depuratore di via Marina.
«Ero fermo con la freccia azionata a sinistra - ha spiegato Simoni subito dopo l’incidente - e in una frazione di secondi lo scooter ci è piombato addosso. Io ed il mio collega Giuseppe Comandini avevamo le cinture di sicurezza. Abbiamo sentito un botto terribile. Il mezzo è finito sotto la fiancata sinistra del nostro autocarro, senza frenare». Entrambi gli operai dei Cadf, addolorati per il tragico destino costato la vita ad un giovane portalettere, non hanno saputo trovare una spiegazione plausibile ad un così assurdo epilogo. «L'automobilista dietro allo scooter - ha aggiunto Simoni -, che poi si è fermato, ha suonato il clacson a lungo, per segnalare al ragazzo la nostra presenza. Forse non si è accorto che eravamo fermi e stavamo aspettando che dalla direzione opposta si esaurisse il traffico, per poter svoltare. Lui non ha purtroppo toccato i freni». (k.r.)
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