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Masieri: nessuna industria Fusione con Berra un’opportunità

Masieri: nessuna industria Fusione con Berra un’opportunità

«Dai dati diffusi dall’osservatorio camerale emerge un quadro generale piuttosto sconfortante: un terzo della popolazione residente nel territorio del comune ha più di sessantacinque anni; il calo...

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«Dai dati diffusi dall’osservatorio camerale emerge un quadro generale piuttosto sconfortante: un terzo della popolazione residente nel territorio del comune ha più di sessantacinque anni; il calo delle imprese è generalizzato per tutte le tipologie e assai più marcato di quanto accada a livello provinciale».

Non fa sconti Mauro Masieri, imprenditore artigianale edile che opera nel comune di Ro, sulla situazione economica del territorio roese.

«Da sottolineare che, seppure anch’esse in calo, le imprese femminili attive attestano il comune di Ro al secondo posto tra i comuni ferraresi. Non c’è alcuna impresa addetta nell’industria: la chiusura di Bbs-Riva ha rappresentato, indubbiamente, una ferita non più sanata. Il settore delle costruzioni è, dopo l’agricoltura e il commercio, quello più attivo e con il rapporto più alto tra localizzazioni e addetti. E’ l’ambito nel quale opero da oltre trenta anni con alterne fortune, per così dire. Dopo un periodo di crisi stringente, qualche spiraglio si sta mostrando, per quanto permangano difficoltà in ordine ad almeno tre aspetti: la burocrazia di frequente agisce da freno nei rapporti tra imprese e soggetti committenti; la tassazione è a livelli tali da mettere a dura prova i piccoli artigiani; l’accesso al credito dovrebbe essere maggiormente facilitato».

Dunque non ci sono possibilità di migliorare la condizione del territorio comunale, visto il quadro che offerto?

«In passato - prosegue Masieri - ho avuto occasione di partecipare, seppure in posizione un po’ defilata, all’amministrazione del comune. Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta i comuni dell’ex mandamento del copparese sono stati pionieri nella gestione associata di tanti servizi; la costituzione di un unico grande comune si profilava allora quale obiettivo cui tendere per migliorare la qualità della vita dei cittadini potenziando servizi e opportunità. L’attualità da un po’ racconta una storia in parte diversa: si è costituita l’Unione ma ci sono state defezioni e deragliamenti nella prospettiva della fusione a sei. In questa fase di stallo è possibile che la ventilata fusione del nostro comune con quello di Berra possa, seppure in dimensione ridotta, rappresentare un’opportunità di sviluppo per questi due territori?»



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