Niente scuola al sabato, le famiglie sono contrarie
BONDENO. La maggioranza delle famiglie ha respinto le proposte di rimodulazione dell’orario scolastico (e conseguentemente della didattica) nelle scuole di Bondeno. Tuttavia, quello che si è concluso...
BONDENO. La maggioranza delle famiglie ha respinto le proposte di rimodulazione dell’orario scolastico (e conseguentemente della didattica) nelle scuole di Bondeno. Tuttavia, quello che si è concluso con il sondaggio compiutosi all’interno dell’Istituto comprensivo “Bonati” è stato «un momento di positivo confronto tra il corpo docente e i genitori».
A dirlo è l’assessore alla scuola Francesca Poltronieri, la quale ha presenziato agli incontri in cui si sono messe a confronto, soprattutto, le diverse idee di riorganizzazione dell’orario e delle modalità didattiche. Tutto questo a seguito delle proposte arrivate dalla consigliera della lista Udc, Francesca Piacentini, la quale intravedeva nella possibilità di sospendere le lezioni il sabato mattina e di riformulare l’orario della scuola, l’opportunità di distribuire le materie scolastiche in funzione di un’ottimizzazione dei programmi.
I genitori degli alunni di terza, quarta e quinta della primaria e delle classi prime delle scuole secondarie di primo grado (ex medie) hanno sancito con il loro voto la preferenza per l’attuale assetto: 58% di “non favorevoli” contro 42% dei “favorevoli” è stato il responso. In valori assoluti, si parla di 191 famiglie contrarie, contro 139 favorevoli. Un dato, quest’ultimo, da non sottovalutare. In particolare alla luce del fatto che i genitori dei bambini più piccoli (e con un percorso scolastico più lungo davanti a sé, nell’Istituto comprensivo) hanno votato a favore: tra le terze delle scuole primarie, infatti, il dato è invertito con il 53,9% dei genitori che si erano espressi per il cambiamento di orario, e il 46% risultato contrario. Tra le quarte, il dato è pressoché capovolto, con il 53,3% contrario e il 46,6% favorevole. Più robuste le posizioni del “no” al cambiamento nelle classi quinte, con il 58,8% contro la rimodulazione didattica e il 41,1% circa dichiaratosi per il “sì”. Alle scuole medie, il 74% si è espresso come “non favorevole” al cambiamento proposto, e il 25,9% invece convinto dalle nuove soluzioni prospettate.
Insomma, un bell’esercizio di democrazia, «in cui l’amministrazione ha doverosamente seguito tutto l’iter – ricorda Poltronieri – partecipando agli incontri e ascoltando le diverse posizioni. Rispettiamo il voto espresso dai genitori nel referendum interno promosso dall’Istituto scolastico – continua – e siamo comunque sempre disponibili ad ascoltare le posizioni di tutti e le esigenze delle famiglie. Il cui spirito di partecipazione è certamente un valore aggiunto per innovare il mondo della scuola».
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