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Conto alla rovescia

Conto alla rovescia: -15 alla chiusura del ponte sul Po

Lavori al ponte sul Po sulla statale 16
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Lavori al ponte sul Po sulla statale 16

Mancano due settimane allo stop del traffico stradale tra Pontelagoscuro e Santa Maria Maddalena per i lavori. I giorni passano, il calendario è inesorabile

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FERRARA. Il calendario incalza. Rimangono quindici giorni prima che il ponte sul Po tra Ferrara e Occhiobello chiuda per un intervento di consolidamento non rinviabile. Due settimane: non è più tempo di parole. Le ipotesi di collegamenti alternativi, i ragionamenti sul trasporto pubblico e le agevolazioni per i pendolari, di cui ancora discutono aziende ed enti locali, debbono rapidamente tradursi in decisioni chiare. Senza rincorrere chimere o ministri.


Occorre decidere. Sulla ferrovia, con Trenitalia e Rfi che ancora ieri si dicevano pronte a incontrare le Regioni, ma oppongono questioni di orario e puntualità all’ipotesi di far fermare i regionali veloci a Pontelagoscuro e Santa Maria. Sul traghetto riservato a pedoni e ciclisti (e sulle possibili navette per l’imbarco e allo sbarco), idea che piace al di qua e al di là del Po, ma divide il sindaco di Occhiobello e l’assessore di Ferrara sugli aspetti tecnici. Domani è in agenda un nuovo incontro, sarà finalmente risolutivo?


Servono risposte. Sul trasporto pubblico deviato in autostrada, con un aggravio di chilometri per i bus destinato a tradursi in un salasso: chi paga? Sulla viabilità ordinaria: le Province faranno intervenire gli operai per liberare le caditoie sul ponte di Ro-Polesella e su quello di Stellata-Ficarolo, per evitare che le due alternative all’Adriatica si allaghino ad ogni pioggia? E sul pedaggio autostradale su cui c’è un’intesa di massima da formalizzare, con la cautela che non si concretizzi in un regalo all’azienda. Il punto ruota attorno al pedaggio libero che Autostrade è pronta a garantire ai clienti con Telepass, a fronte di un forfait di 150mila euro che i due Comuni si sarebbero impegnati a versare, fiduciosi di trovare il sostegno delle Regioni. La ripartizione delle quote tra gli enti non è chiara, come per ogni altra spesa di cui si discute. Soprattutto andrebbe messa nero su bianco la clausola che il pagamento dell’intera somma avverrà solo se i transiti avranno raggiunto quel valore.
I giorni passano, il calendario è inesorabile. (l.t.)

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