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Asili nido, la mensa ai privati

Asili nido, la mensa ai privati

Cento, la Cgil attacca il Comune: «Non ci sono ragioni valide per questa decisione»

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CENTO. «La nuova riorganizzazione dei servizi educativi imposta dall’amministrazione, in realtà non è altro che una ulteriore esternalizzazione di una sezione dei Nidi, da affidare in gestione a chi si aggiudicherà la gara di appalto. Si decreterà così la fine della gestione pubblica del servizio mensa per i bimbi di età 0-3 anni dei nidi di Cento».

Dopo l’approvazione della delibera e delle linee d’indirizzo nel consiglio comunale del 5 aprile scorso, Funzione pubblica Cgil Ferrara lancia l’allarme rispetto alle scelte compiute dal Comune di Cento nell’ambito della gestione dei servizi educativi e integrativi rivolti ai più piccoli. «Abbiamo presentato con convinzione, una proposta gestionale elaborata dai dipendenti del servizio (educatrici, ausiliarie, cuoche) - dicono dal sindacato - molto più convincente sia dal lato economico che dal lato funzionale ed organizzativo della scelta compiuta dall’amministrazione». Nel percorso, rimarca il sindacato, «non si è tenuto conto del parere di chi il servizio lo gestisce a diretto contatto con l’utenza, che sono i bambini, da anni e con ottimi risultati come riconosciuto dalla stessa amministrazione e non solo. È mancato qualsiasi confronto che potesse trovare soluzioni più ragionate e sulle quali sarebbe opportuno ritornare».

Per la Fp-Cgil la scelta compiuta dall’amministrazione Toselli, «non è altro che una ulteriore conferma della continuità di politiche che dal 2003 hanno visto la lenta ma continua dismissione della gestione pubblica dei servizi all’infanzia. Politiche che hanno coinvolto tutte le amministrazioni che si sono succedute nel (mal) governo dell’ente».

Poi una stoccata al gruppo Pd che ha sollevato il tema: «Non si tratta solo della mancanza di riconoscimento della professionalità del personale che gestisce le cucine. Chi siede oggi all’opposizione, dimentica forse che nel 2012 quando era al governo del Comune, predisponeva un bando che esternalizzava il primo lotto del servizio mensa. Si tratta invece di mancanza di politiche attive che potessero portare scelte diverse dal dismettere, che andavano invece nella direzione di creare strutture per il governo delle politiche educative in un’ottica territoriale più ampia. Non solo un coordinamento pedagogico ma una istituzione (come l’Unione dei Comuni e/o organismi sovracomunali), che governasse i processi formativi».

Per il sindacato, si tratta di un’occasione persa da parte dell’amministrazione che «non ha saputo compiere una scelta coraggiosa di investimento, anche a fronte di una legislazione che ha introdotto un allargamento dei limiti di spesa per il personale del settore educativo. Perché allora promuovere il ruolo di coordinamento pedagogico se poi ci si allontana dalla gestione dei servizi? Si è detto, una scelta che guarda ai numeri».

E, rivolgendosi al gruppo della Lega, che ha espresso voto d’astensione: «Vorremmo ricordare a quei politici che hanno appoggiato l’operazione (l’astensione è sempre un atto di ambiguità) e in aula consigliare hanno lamentato la gestione in perdita del servizio, che questa decisione graverà ulteriormente sulle casse comunali: il personale comunale continuerà ad essere in capo all’amministrazione. Sull’appalto inoltre, il carico di ulteriori costi a copertura della gestione delle cucine: tre cuochi di livello C1 producono un costo lordo di oltre 60mila euro».

Quindi Fp-Cgil chiede le motivazioni che stanno dietro alla scelta di esternalizzare il servizio: «Verificare se nei capitolati d’appalto saranno inserite le clausole sociali a tutela dell’occupazione di tutto il personale che gravita attorno all’appalto. Vigilare sulle cooperative a cui vengono affidati in gestione i servizi. Verificare il rispetto per le tutele economiche e normative, per i dipendenti e/o soci lavoratori, e l’applicazione dei contratti nazionali di settore in tutti i suoi istituti. Tutti temi che, ancora una volta, questa amministrazione non ha voluto affrontare in maniera approfondita, o lo ha fatto con estrema leggerezza».

Beatrice Barberini

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