Ansie e timori nella tana della baby gang
Piazzetta Cacciaguida, i residenti: «Da qualche mese c’è meno tranquillità». «Riunioni quasi quotidiane. Sotto il portico si radunano a bere e fumare»
FERRARA. Sembra un’oasi di verde tranquillità in pieno centro, anche in un mite sabato mattina in cui la gente affolla la piazza e la vicina via Garibaldi. È piazzetta Cacciaguida, apparentemente calma, quasi un paradiso come quello in cui Dante incontra l’avo da cui prende nome il luogo. Qualche residente passa: chi col cane, qualcun altro con la spesa ed un genitore coi bambini che pedalano in piccoli tricicli. Dai loro racconti esce però una realtà diversa: le ombre che il portico nasconde vanno però ben oltre ciò che si mostra in una mattina di un maggio soleggiato.
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«Non credo che sia successo ancora nulla, ma il rischio è cresciuto» commenta un signore che porta a spasso il cane. È forse questo quanto emerge con più chiarezza dalle opinioni dei residenti, sopratutto fra chi frequenta quasi quotidianamente quel parchetto con al centro una sorta di agorà di cotto a forma ottagonale che i ragazzi chiamano, in un attimo di geometrica incertezza, il “Penta”. In parchetto non sembra infatti che succeda nulla di particolare, se si eccettuano vivaci ragazzi della zona in età scolare che nel pomeriggio giocano a pallone e magari ascoltano, e fanno ascoltare, le hit del momento.
Il signore poi si spinge poi un po’ oltre. «La situazione è cambiata molto: spesso ci sono anche extracomunitari... là in particolare, si fermano anche la sera tardi. Ma sono ragazzi più grandi anche fra 18 e i 20 anni». Il là è accompagnato da un gesto che indica il portico dell la piazzetta sotto cui un tempo era presente il casinò Astra il cui nome, ancora visibile fantasma, ricorre su vetrate, pareti e porta biciclette circostanti. È quel portico infatti il punto di ritrovo principale, lo conferma anche l’allarmata testimonianza di una residente. «Qui spacciano: si vedeva proprio. Ho assistito a certe telefonate... Siamo disperati». È molta la preoccupazione di questa anziana che, turbata da ciò che avviene sotto il portico, dove, racconta, quasi quotidianamente si incontrano ragazzi di età compresa fra i 13 ed i 18 anni a bere e a fumare. «Non tornano mai a casa – continua – una volta ho chiesto ad uno di dov’era e ha detto “Cona, ma dovrei tornare a casa col treno e se torno poi i miei non mi fanno più ritornare”».
Il racconto della residente trova poi riscontro nelle testimonianze di alcune impiegate delle attività nella vicina Fausto Beretta. «Ci sono ragazzi che si mettono sotto il portico, un misto fra locali ed extracomunitari e bevono bottiglie e fumano erba. Si sente al passaggio». «È pieno – ribatte l’altra collega – saranno sui 16 anni. Io esco alle 18 e la maggior parte sono nella viuzza dove c’è il porta biciclette: fumano erba, sputano per terra e a volte fanno anche esclamazioni quando passo; questo però capita di rado, a volte chiedono semplicemente un accendino. Ci sono anche quando c’è buio, io allora allungo la strada e per andare alla macchina vado dall’altra parte».
Non è però cosi vero che non sia successo ancora niente: sono aumentati i furti. L’impiegata di un ufficio professionale che ha sede in zona conferma: «C’è meno tranquillità di quando siamo venuti qua. C’è il problema dei furti di biciclette, «pare non sia un caso sporadico il furto della bicicletta alla mia titolare».
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