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Il farmacista di Marrara: lasciatemi andar via

Il farmacista di Marrara: lasciatemi andar via

I residenti avevano raccolto firme in una petizione per mantenere l’attività  Il titolare ha chiesto il trasferimento, ma c’è un complesso iter da seguire

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Interviene in prima persona il titolare della farmacia di Marrara, Luca Padovani, perché, come dice egli stesso, «voglio ripristinare la verità dei fatti». Il 21 aprile scorso è infatti venuto a conoscenza di una petizione iniziata da alcuni residenti ed in cui si chiede «al signor sindaco che nel definire la pianta organica delle sedi farmaceutiche siano garantite le attuali già esistenti e nello specifico la sede di Marrara». «In questo momento il comune di Ferrara sta infatti revisionando la disposizione delle farmacie sul territorio – conferma Padovani – La mia domanda di trasferimento viene inglobata in questa revisione». Il farmacista però tiene a rassicurare i suoi clienti e gli altri abitanti della frazione: qualora la sua domanda venga accettata, «ciò non significa che la frazione di Marrara dovrà rimanere priva di assistenza farmaceutica anche per un solo giorno e ciò perché la legge regionale dell’Emilia Romagna 3/2016 prevede per casi del genere che, ove in località separate dal contesto cittadino manchi un presidio farmaceutico, possa esservi insediato un dispensario farmaceutico così da garantire ai residenti la necessaria assistenza». Un dispensario farmaceutico non è altro che una sorta di mini farmacia che presenta solo farmaci confezionati ovvero, spiega Padovani, «equivale ad una farmacia nella distribuzione del farmaco e nei servizi, differisce unicamente nell’impossibilità di allestire preparati galenici».

Che però «rappresentano una quota irrisoria dei farmaci richiesti dalla popolazione tanto che molte farmacie di fatto non li rendono disponibili, senza che nessuno si scandalizzi».

Nulla cambierebbe quindi per quanto riguarda il servizio farmaceutico offerto agli abitanti di Marrara che ad ogni modo continuerebbero ad avere la possibilità di ritirare il loro farmaci all’interno della frazione. La gestione del dispensario farmaceutico, infatti, secondo quanto prevede la legge, «è affidata alla responsabilità del titolare di una farmacia privata o pubblica della zona con preferenza per il titolare della farmacia più vicina».

E, informa poi Padovani, «io stesso mi dichiaro disponibile (di gestirlo, ndr) nell’eventualità, per altro irrealistica, che non lo fossero i titolari delle farmacie circostanti». La revisione della pianta organica delle farmacie è infatti un processo che deve valutare se sussistono zone dove vi è carenza di servizio farmaceutico, ovvero un numero di abitanti per farmacia molto maggiore di quello previsto per legge, che equivale a 3.300 abitanti per singola farmacia. Stando ad un’interpellanza dello scorso 13 marzo, presentata dalla consigliere di Forza Italia, Paola Peruffo, sebbene «nel territorio del Comune le farmacie sono complessivamente in soprannumero» risultando 1 su 2850 rispetto ai residenti, all’interno del territorio comunale, in particolare nel cosiddetto quadrante Est, «la popolazione residente supera di gran lunga il parametro di legge» risultando in un «esubero complessivo di popolazione paria a +7.000 abitanti rispetto al parametro di legge».

Alberto Ravani

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