Il riso ferrarese rischia una riduzione di produzione
Cenacchi (Confagricoltura): temiamo la perdita di competitività Un appello ai ministri dell’agricoltura europei per nuove norme
«Il riso italiano e quello ferarerse rischiano una perdita di produzione dell'80% nella prossima campagna se, nei prossimi giorni, non verranno prese le opportune decisioni da parte dei ministeri Salute, Ambiente e Politiche agricole». Lo sottolinea Confagricoltura in relazione alle difficoltà dei risicoltori che non sanno ancora se potranno utilizzare alcuni prodotti (tra cui il propanile e il quinclorac), per combattere le infestanti, una delle principali problematiche per la risicoltura italiana. Indecisione che permane nonostante Confagricoltura abbia richiesto da tempo alle autorità competenti le relative autorizzazioni per emergenza fitosanitaria. Lo scorso febbraio era stata rinnovata da Agrinsieme la richiesta (già avanzata a novembre) ai Ministeri Agricoltura, Salute ed Ambiente, ma ad oggi non è ancora pervenuta alcuna risposta. «L'Unione Europea - ricorda Confagricoltura - è strutturalmente deficitaria di riso. Il suo grado di autosufficienza è stato di circa il 65% nel 2015, con una tendenza alla contrazione e l'Italia rappresenta il principale bacino di approvvigionamento interno con circa metà del riso UE. La mancata autorizzazione dei principi attivi, determinerà l'impossibilità da parte dei risicoltori di gestire correttamente le piante infestanti e – prosegue Confagricoltura - di conseguenza garantire una risposta adeguata alla domanda europea di riso, causando ingenti perdite per il settore. Sollecitiamo i ministeri competenti affinché, nel rispetto di tutte le precauzioni necessarie, procedano rapidamente alla concessione degli usi eccezionali».
Un problema che si aggiunge alla piaga delle importazioni selvagge I produttori italiani non possono più permettersi di perdere ulteriore competitività, afferma Giampaolo Cenacchi, presidente della Sezione Riso di Confagricoltura Ferrara, che ricopre anche la carica di presidente della Sezione Regionale, occorre garantire una reciprocità nelle regole di produzione all'interno dell'UE e tra questa ed i Paesi extracomunitari, in particolare per quanto riguarda gli aspetti fitosanitari e dei diritti sociali, ripristinando un equilibrio commerciale per tutelare il prodotto europeo. Come Confagricoltura esprimiamo soddisfazione per la decisione della Commissione europea di varare il provvedimento con cui si dà avvio all'indagine per valutare le conseguenze delle esenzioni dei dazi per le importazioni di riso da Cambogia e Myanmar. Sulla Gazzetta Ufficiale Ue è stato infatti pubblicato l'avviso di apertura dell'inchiesta di salvaguardia relativa alle massicce importazioni dai due Paesi. Non possiamo più permetterci - prosegue Cenacchi - di assistere inermi ad un sistema che sta penalizzando fortemente una delle nostre produzioni di eccellenza. L'effetto delle importazioni ha determinato un abbattimento del 40% della produzione e delle vendite di riso Indica a livello europeo negli ultimi cinque anni; le quotazioni del prodotto nazionale, a seguito della concorrenza del prodotto importato nonché dello squilibrio di mercato negli investimenti, sono crollate».
Andrea Tebaldi
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