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ricevette l’ippogrifo dalla città 

L’uomo che archiviò il manicomio

L’uomo che archiviò il manicomio

Antonio Slavich lavorò a Ferrara. I numeri di oggi tra luci e ombre

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A portare a Ferrara i semi del “metodo Basaglia”, lo psichiatra che ispirò la legge 180 sulla chiusura dei manicomi, fu il professor Antonio Slavich. Collaboratore di Basaglia, Slavich è scomparso nel 2009, l’anno prima ricevette a Ferrara l’Ippogrifo, il massimo riconoscimento conferito dal Comune a personalità che hanno lasciato un segno nella storia della città. E il segno che Slavich ha impresso nell’ex ducato estense è stato il superamento dell’istituzione manicomiale grazie al coinvolgimento dei servizi del territorio. Fra il 1971 e il 1978, dopo aver collaborato con Basaglia, diresse il Centro di Igiene mentale e avviò il processo che portò alla “dissoluzione” dell’ex manicomio di via Ghiara, struttura che oggi è sede del Dipartimento di Salute mentale dell’Asl, diretto da Paola Carozza. Oggi, dopo quaranta anni la legge 180 è passata attraverso varie revisioni, l’ultima pochi anni fa con la nascita delle Rems, Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza. In Regione ce ne sono due, nessuna a Ferrara. «Basaglia ha indicato la strada - commenta Paola Carozza - ma l’ultima evoluzione del percorso qualche problema lo sta ponendo: alcune situazioni sono oggi fonte di preoccupazione per le relative responsabilità giuridiche. Abbiamo dovuto avviare una consulenza per avere suggerimenti su come comportarci in contesti potenzialmente rischiosi dal punto di vista legale». A Ferrara il Dipartimento segue circa 12.600 persone, compresi Sert e Neuropsichiatria infantile. Sono più o meno 120 i pazienti gravi (a rischio di peggioramento) assistiti dal privato sociale, altri 60 sono ospitati da tre residenze riabilitative dell’Asl (Basaglia a Portomaggiore, La Luna e San Bartolo a Ferrara). Una ventina sono i malati psichiatrici autori di reati, 45 i minori residenti in provincia con disturbi della condotta o gravi patologie mentali assistiti in comunità (non solo a Ferrara) dal privato sociale in collaborazione con Neuropsichiatria infantile e Asp.

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