-14 alla chiusura del ponte sul Po. Traghetto, bus, telepass: incognite da risolvere
Incontro per stabilire una linea unitaria tra i comuni di Ferrara e Occhiobello. Le Ferrovie motivano il no alle fermate aggiuntive: spetta al committente, non a noi
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FERRARA. Mancano 14 giorni alla chiusura del ponte sul Po tra Pontelagoscuro e Santa Maria Maddalena - per consentire al cantiere di effettuare i lavori di consolidamento alla struttura sulla statale 16 - e ancora ci sono molti interrogativi da risolvere. Oggi pomeriggio è previsto un incontro a Ferrara tra le due amministrazioni comunale interessate al blocco stradale, con le rispettive rappresentanze tecniche. Occorre mettere a punto linee comuni di intervento con decisioni importanti da prendere perché, calendario alla mano, il tempo veramente stringe.
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Si cercherà intanto di concludere con il progetto legato all’attivazione del traghetto per trasportare bici e persone da una sponda all’altra del fiume, anche perché la soluzione che sembrava relativamente facile, si è complicata dal punto di vista burocratico, anche se c’è uno spiraglio e la volontà per mandare in porto questo progetto che prevede il trasferimento del pontone da Occhiobello a Pontelagoscuro per rendere accessibile l’attracco al battello trasportatore.
Da pianificare anche il servizio di trasporto degli autobus, con la linea 11 e il servizio navetta che deve utilizzare l’autostrada A13 per collegare il centro polesano con la stazione di Ferrara. Il problema è capire se arriverà il sostegno del ministero, richiesta portata avanti nelle scorse settimane anche delle regioni per finanziare questi costi sociali, che altrimenti rischiano di gravare interamente sulle casse dei due comuni rivieraschi.
Altro nodo che dovrebbe sciogliersi nelle ultime ore è la firma della convenzione della società Autostrade per la distribuzione dei telepass in tutti gli istituti di credito a canone gratuito. Intanto sono stati fatti i corsi agli operatori dei due comuni che dovranno distribuire i telepass ai cittadini delle due sponde che ne faranno richiesta.
Intanto sembra ormai persa la partita delle fermate aggiuntive dei treni. Le Ferrovie dello Stato motivano il no alle fermate aggiuntive. «Inserire in orario fermate aggiuntive a un treno regionale è una scelta,- si legge in una nota Rfi - in base ai Contratti di Servizio in essere, del committente e non della società di trasporto che effettua il servizio. E proprio per questo le Regioni interessate stanno promuovendo un incontro con tutti i soggetti interessati per verificare la fattibilità di eventuali altre soluzioni. È importante considerare alcuni significativi aspetti. Nuove fermate non solo cambiano la traccia orario del treno, quindi ci sono modifiche ai tempi di viaggio, ma possono creare interferenze di circolazione anche con gli altri treni programmati, con conseguenti disagi per i clienti».
«La motivazione dei possibili ritardi addotta da Trenitalia, sentita Rfi, per giustificare l'indisponibilità ad aggiungere fermate nel lungo periodo dei lavori sul Ponte sul Po - dichiara infime la senatrice Paola Boldrini - fa un po’ sorridere considerando la frequenza dei ritardi in cui, proprio malgrado, si imbatte chi si muove in treno abitualmente. Auspico che Trenitalia riveda la sua posizione. Nel frattempo concordo sulla necessità di intraprendere un'azione congiunta, di tutti noi parlamentari e delle istituzioni regionali e locali, parlando con un'unica voce. È quello che la popolazione interessata, i lavoratori pendolari, gli esercenti e le associazioni di categoria si aspettano da noi».
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