Al Sant’Anna camere con i letti a pagamento
L’ospedale ha individuato le stanze riservate ai pazienti in libera professione Ma l’azienda sanitaria le prevede in più reparti e Prog.Este chiede un’area ad hoc
L’azienda ospedaliera di Ferrara ha una ricettività certificata di 708 posti letto, nessuno però a pagamento. Chi in passato, anche recentemente, ha chiesto la camera riservata a Cona si è sentito rispondere che questa opportunità al momento non è prevista. Il motivo è che non è stato ancora perfezionato, a sei anni giusti dall’apertura dell’ospedale di Cona (i primi pazienti sono stati trasferiti da Ferrara l’8 maggio 2012), l’accordo con il concessionario Prog.Este al quale spettano per contratto gli eventuali introiti legati alla gestione dell’attività.
L’azienda ospedaliera ha «individuato e comunicato al concessionario le camere che possono essere attrezzate per un maggior comfort alberghiero a pagamento, se richiesto dall’utenza» ma l’avvio del servizio «è interamente nella disponibilità del concessionario» che «non ha emesso fatturazioni per l’anno 2016 e per il 2017», come riporta il documento di bilancio 2017 appena pubblicato dall’azienda Sant’Anna.
«Parliamo di spazi riservati all’utenza della libera professione in costanza di ricovero», spiega il direttore amministrativo, Savino Iacoviello, in pratica pazienti che già pagano per essere operati da un professionista o da un’equipe e che per quel servizio “personalizzato” versano anche migliaia di euro al personale dell’azienda sanitaria.
L’attivazione delle camere a pagamento completerebbe il “pacchetto” consentendo all’utente di godere di una forma di ospitalità “aumentata” (camera ampia con un solo letto, servizio tv liberamente disponibile, cioè senza costi, e altri comfort che al momento è solo possibile ipotizzare). La mancanza di un’intesa ha finora comportato lo stand by del servizio. Il comfort in libera professione, sottolinea l’azienda sanitaria, sarebbe comunque «subordinato» alla richiesta di ricoveri ordinari, in crescita negli ultimi anni. Nell’accordo originario (2006) erano previsti 40 posti “pay”. «Al momento abbiamo individuato 5-6 stanze che possono essere dedicate a questa funzione - precisa il direttore amministrativo - verrebbero occupate da 3-400 pazienti l’anno. Noi la nostra parte l’abbiamo fatta». Dove sta quindi l’inghippo? Nel tipo di uso da riconoscere alle camere. Prog.Este - a quanto si sa - chiede spazi a destinazione esclusiva per l’utenza a pagamento, il Sant’Anna avrebbe risposto che per quei letti non è possibile creare un’area ad hoc (che richiederebbe anche una gestione ad hoc) ma che i locali dovrebbero essere ricavati nelle varie unità operative (soprattutto di chirurgia, ma non è un vincolo rigido).
Nel vecchio Sant’Anna, quando la sede era ancora in corso Giovecca, le “camere per dozzinanti” si trovavano in fondo ad alcuni dei reparti più frequentati, in particolare quelli di Medicina. Chi pagava aveva diritto a una “quota” di comfort supplementare (stanze con letto singolo, ad esempio) rispetto ai ricoverati a carico del Servizio sanitario nazionale.
La disponibilità del letto dipendeva dalla “fame” di posti che si manifestava in un determinato periodo dell’anno: quando le barelle invadevano le corsie a causa di un superafflusso di ricoverati era più difficile accedere alla camera riservata. Per l’azienda ospedaliera non sono mai state una ricca fonte di ricavi e tantomeno lo sarebbero oggi perché col project financing gli incassi sarebbero tutti del concessionario.
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