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la Denuncia M5s 

«Cà Leona, cattivo uso dei terreni»

«Cà Leona, cattivo uso dei terreni»

La consigliera Morghen: basta coltivare prodotti in quell’area

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Ilaria Morghen, consigliere comunale a Ferrara del Movimento Cinque Stelle, che da anni segue la vicenda di Cà Leona, insieme a Stefano Bulzoni, dell’associazione “Amici della Terra”, torna a denunciare «il cattivo uso che si sta facendo di parte dei terreni dell'ex discarica di Ca Leona, quelli restituiti ad uso agricolo, alla luce di nuovi risvolti documentali inoltrati al Prefetto di Ferrara, stante l'inanizione del sindaco Tagliani, più volte sollecitato ad un intervento in tema di salute pubblica dei cittadini che amministra».

Lo fa con un comunicato dove mette in luce anche gli sforamenti dei principali inquinanti.

L’ulteriore sviluppo della vicenda nasce dalla circostanza che l’Ausl, sollecitata dalla Morghen, ha dichiarato ufficialmente come non ci sia la necessità di ripetere i controlli sui prodotti agro-alimentari coltivati sulla superficie dell’ex discarica e ha rilasciato a tal proposito un’ attestazione in cui sostiene “l’assenza di vincoli alle coltivazioni”: tale dichiarazione non sarebbe però supportata adeguatamente da riferimenti né normativi nè tecnici ed anzi, si baserebbe su erronei ed incompleti accertamenti effettuati nel 2009.

«L’oggetto di indagine di allora infatti - dichiara la consigliera del Movimento 5 Stelle Ilaria Morghen - ovvero il campione di grano prelevato dall’Ausl nel deposito cereali Capa di Vigarano Pieve, era costituito solo per una piccola parte (20%) dal grano proveniente da Cà Leona, consistendo invece in una miscela di grani di ventuno aziende diverse! A rincarare la dose, nell’ambito di suddetta indagine, non era stata neanche eseguita l’indispensabile analisi del cromo esavalente (cancerogeno classe 1) così come era stato espressamente richiesto dall’Istituto superiore della Sanità e dallo stesso Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl, né alcuna analisi del terreno dove vengono effettuate le coltivazioni, nonostante nei terreni di Cà Leona destinati a discarica per ben 10 anni, dal 1976 al 1986, ed ora area adibita a coltivazione del granturco, siano state effettuate da parte di Arpa le analisi delle acque sotterranee, rivelatesi gravemente fuori norma in termini di inquinamento. Basterebbe solo questo dato per impedire che vengano ancora coltivati prodotti agroalimentari ma evidentemente ciò non è ancora sufficiente per la nostra amministrazione».

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