Ritorna col segno più l’accesso al credito delle piccole imprese
Cna Ferrara: conclusi 6 anni di gravi restrizioni, ma è dura Il ruolo decisivo di salvataggio del consorzio Unifidi
Già problematico all’origine, il rapporto tra piccole imprese e banche negli ultimi anni si è decisamente complicato. Diversi fattori hanno contribuito a tutto ciò: in parte la crisi economica, in parte le nuove restrittive regole di Basilea, per non parlare delle tempeste finanziarie che hanno riguardato gli istituti di credito, specie nella nostra provincia. Niente più strette di mano e pacche sulla spalla, insomma: il rapporto banca-impresa viaggia decisamente su altri canali, basandosi strettamente sull’analisi di dati incontrovertibili (bilanci, valutazione da parte della centrale dei rischi) e criteri rigidi per stabilire la cosiddetta “bancabilità” dell’azienda. Al punto che il tema della gestione finanziaria è divenuto, anche per la piccola impresa, strategico e ineludibile, a maggior ragione oggi, di fronte ad una seppure ancora debole ripresa dei mercati e dell’economia.
«In questi lunghi anni di crisi la maggior parte delle piccole imprese ha dato fondo alle proprie risorse per finanziarsi – spiega Giampaolo Lambertini, responsabile del Dipartimento Economico della Cna – Ma ora, di fronte a nuovi segnali di ripresa dei mercati, molte rischiano di non essere in grado di promuovere gli investimenti necessari per garantirsi una maggiore competitività».
I numeri del credito degli ultimi anni evidenziano infatti una lunga serie di segni meno nella concessione di prestiti alle piccole e piccolissime imprese, solo a partire dagli ultimi mesi del 2017 si segnala un lieve rialzo. In provincia di Ferrara (dati Osservatorio provinciale dell’Economia) gli ultimi cinque anni, in coincidenza con le maggiori criticità sul versante finanziario delle piccole imprese, registrano costantemente una netta restrizione: - 4,8% a dicembre 2012, - 2,6% a dicembre 2013, - 4,1% dicembre 2014, - 4,1% a dicembre 2015, - 3,2% dicembre 2016. Finalmente, a dicembre del 2017, un leggero rialzo: + 0,6%, ancora più marcato per le cosiddette «famiglie produttrici», in sostanza le microimprese.
Ugualmente, la sostanza non cambia: le piccole imprese dovranno comunque fare i conti con questo tema, mettendosi nelle condizioni di passare indenni l’esame al microscopio delle banche.
«Questo aspetto, purtroppo – sottolinea Lambertini – è ancora sottovalutato da molti imprenditori. Ma, la gestione finanziaria aziendale è diventata ormai un fattore vitale, per rilanciarsi e competere sul mercato».
Una consulenza tarata sulla realtà di ciascuna impresa, in grado di individuare un punto di incontro tra i suoi fabbisogni e i selettivi requisiti richiesti dagli istituti di credito.
«In questi anni – ricorda Patrizia Barbieri, responsabile di Cna Servizi Finanziari – il nostro Consorzio Unifidi ha contribuito alla salvezza di un grande numero di aziende in difficoltà, rappresentando spesso l’unica ancora di salvezza in un contesto di crollo del credito bancario. Ora, di fronte ad una possibile nuova fase di rilancio delle imprese, il sistema dei Consorzi di garanzia è altrettanto decisivo. Per questo, chiediamo alla Regione di adottare politiche industriali di sostegno al sistema delle piccole e medie imprese, che facciano perno proprio sul ruolo dei Confidi».
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