L’industria traina ancora una ripresa in salita
Il valore aggiunto del manifatturiero è il doppio rispetto a quello provinciale L’agricoltura ha il record di imprese ma con pochi addetti. La risorsa dei giovani
Due ex comuni, con caratteristiche quasi analoghe, posti lungo la direttrice tra Ferrara e Cento, si sono uniti e questa fusioni comincia a dare i primi frutti. Sant’Agostino e Mirabello, dando vita a Terre del Reno, hanno costituito innanzitutto un comune con 10mila abitanti, di cerniera tra l’Alto Ferrarese e il capoluogo provinciale. Il territorio ha indubbiamente risentito della doppia circostanza negativa, che è caduta quasi in contemporanea nell’ultimo decennio. Da un lato la crisi globale che ha portato chiusure in tutto il territorio provinciale, dall’altro il devastante terremoto del maggio 2012 che ha messo in ginocchio tutti i settori. In dieci anni, sommando ovviamente anche il periodo in cui i comuni erano ancora due, il territorio di Terre del Reno ha perso 110 imprese ovvero l’11,9%, dato superiore alla perdita media provinciale che si è attestata al -8,4%. Anche nel breve periodo, l’anno, il calo è stato quasi il triplo della media ferrarese con un -3,2% a fronte di -1,1%. Un dato che porta ad un calo di tutti gli indici numerici di impresa. Le aziende femminili sono infatti scese al 19,5%, dato tra i più bassi in ambito provinciale. Regge nonostante tutto il settore artigianale con un 33,9% (più di un terzo del totale delle imprese) dato percentuale che lo pone al sesto posto in provincia in questo particolare settore. In calo ma positivo il dato delle imprese giovanili che sono l’8,3% del totale e fanno balzare il comune al quinto posto a livello provinciale.
Proprio i giovani sono dal punto di vista demografico il segnale positivo del territorio, visto che fanno segnalare uno dei tassi di anzianità più bassi del ferrarese. Ogni 190 anziani ci sono 100 giovani, questo perché i residenti over 65 anni sono il 25,2% della popolazione, mentre i giovani under 20 raggiungono il 17,5%. In calo di poco anche la percentuale di aziende straniere che si sono insediate: 8,3%, in pratica il nono posto a livello provinciale in questa graduatoria. Una percentuale quella delle imprese straniere che è al di sotto di quella anagrafica per quanto riguarda i residenti. Nel comune unificato infatti gli stranieri sono il 9,4%, con in maggioranza la comunità marocchina. Andando ad analizzare i dati del valore aggiunto pro capite, Terre del Reno si attesta a 20.500 euro, di poco inferiore al dato medio ferrarese che è di 22.100 euro. Balzo subito all’occhio la grossa fetta apportata dal settore industria con il 45,4%, dato più che doppio rispetto alla percentuale media della provincia di Ferrara che è al 22,1%, di conseguenza si contraggono i servizi che scendono sotto il 50% e sono di poco superiori al dato dell’industria: 47,6% a fronte di un dato complessivo ferrarese del 69%. L’agricoltura è il settore che conta paradossalmente più aziende il 22,20% degli addetti, ma ha solo il quarto posto per numero di occupati.
A farla da padrone in termini occupazionali (o lo si evince anche dal dato del valore aggiunto) sono i comparti legati alla produzione e alla fabbricazione di materiali. Nella metallurgia ci sono 47 aziende per 566 occupati, nella produzione di vetro e ceramiche 6 imprese per 344 addetti (e qui c’è il contributo dato della Ceramica Sant’Agostino), ci sono poi le costruzioni con 151 imprese per 277 addetti. In crisi il commercio, mentre regge il settore della ristorazione. La crisi comunque non è ancora superata.
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