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Casa della Salute paradiso dei rifiuti

 Casa della Salute paradiso dei rifiuti

Copparo, consigliera comunale trova sacchi abbandonati «Pensavamo sfalci invece sono di cittadini: che inciviltà»

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COPPARO. Erano lì, in fila. Come soldatini. Sacchi neri e gialli, ordinati. All’interno del giardino della Casa della salute. All’apparenza nulla di fuori posto, dato che era stato da poco compiuto un lavoro di sfalcio nel cortile interno. Mentre aspettava di partire, come sempre, il Gruppo di cammino, che coinvolge diversi cittadini in un’efficace attività motoria, Marinella Bonazza notava questi sacchi. Lei è consigliere comunale Pd, per anni assistente sanitaria alla Casa della Salute, da poco ritirata, e vicepresidente del Comitato consultivo misto Distretto Centro Nord per il controllo della qualità dal lato degli utenti. Ad un’occhiata più approfondita: «Abbiamo visto i sacchi - spiega la Bonazza -. Erano del tipo vecchio, di quelli usati per la raccolta dei rifiuti prima che partisse la differenziata. Abbiamo pensato ( ad una manovra scorretta della ditta che si occupa dello sfalcio erba all’interno della struttura sanitaria. Abbiamo segnalato il fatto, dopo aver fotografato le prove, alla responsabile della struttura, con una buona dose di in credulità e un pizzico di rabbia, pregando di verificare le ragioni di un lavoro realizzato con tanta incuria».

Ma ecco la sorpresa: «Tempo un’ora, sopralluogo e indagine concluse. E la notizia sconcertante: la ditta a cui è affidato il servizio ha sfalciato, raccolto e portato via l’erba come da contratto. I sacchi trovati, con rifiuti vari, invece, sono stati portati lì da altri e abbandonati. Sono così stati i cittadini, invece di ricorrere ai canali corretti, a portare i rifiuti e ad abbandonarli».

Il vizio di abbandonare i rifiuti è ormai abbastanza diffuso e del tutto incivile. Anche perché, come sottolinea la Bonazza, «la raccolta e la pulizia del luogo in oggetto sarà a carico della ditta Copma con esborsi straordinari da pagare, che ricadranno su tutti i cittadini. C'è da essere molto amareggiati per tanta inciviltà, specie in un ambiente come quello sanitario». (ale.bas.)

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