Cerca di corrompere i carabinieri con 20 euro
Ferrara. Aveva tentato di convincere i militari a non denunciarlo, processo in corso. In auto aveva coltello e mazza, è scattato il verbale. Poi il goffo tentativo
FERRARA. Forse nell’economia di un Paese dell’Est 20 euro rappresentano una cifra ragguardevole. Ma chi li userebbe in Italia per corrompere qualcuno? Eppure una persona ci ha provato, niente meno che con i carabinieri. I quali dopo aver visto cosa trasportava in auto il conducente non ci hanno pensato due volte a denunciare il possessore delle “armi”, che deve rispondere anche di istigazione alla corruzione. Il fatto è avvenuto nel febbraio di un anno fa. L’uomo, 49 anni, cittadino dell’Est europeo, viaggiava su una strada della provincia estense quando è stato fermato per un controllo dai carabinieri di una stazione del ferrarese.
Un’occhiata un po’ più approfondita e davanti agli occhi dei militari sono comparsi alcuni “strumenti” che li hanno convinto a stendere un verbale. Nel veicolo non avrebbero dovuto esserci un coltello o pugnale a serramanico da 18 centimetri, una mazza da baseball e una bomboletta spray. Tutti “oggetti atti a offendere” per la legge, cioè utilizzabili come armi, il cui possesso e spostamento non può avvenire se non autorizzato. I carabinieri hanno deciso di segnalare il fatto all’autorità giudiziaria ma quando hanno manifestato l’intenzione di procedere alla denuncia l’uomo ha cercato di blandirli. Forse non aveva addosso più di 20 euro che ha cercato di usare nel modo più sbagliato: per convincere, cioè, gli operatori a soprassedere. Gli è andata male e ieri (mercoledì 9 maggio) è stato chiamato in tribunale a Ferrara (era rappresentato dall’avvocato Milena Nappo) oltre che per la legge sulle armi per il reato di istigazione alla corruzione. Il processo proseguirà a marzo 2019.
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