«Chi non è in regola dove lavorerà?»
La nuova campagna della Regione, prima in Italia a introdurre l’obbligo vaccinale per la popolazione in età d’asilo e scolastica (0-16 anni) punta a ridurre la scarsa adesione alle campagne vaccinali...
La nuova campagna della Regione, prima in Italia a introdurre l’obbligo vaccinale per la popolazione in età d’asilo e scolastica (0-16 anni) punta a ridurre la scarsa adesione alle campagne vaccinali del personale delle aziende sanitarie in particolare in alcuni reparti che ospitano pazienti molto vulnerabili. Il documento «Rischio biologico e criteri per l'idoneità alla mansione specifica dell'operatore sanitario», redatto da medici specialisti, infettivologi ed esperti dell’università, è stato recepito in una delibera dell’Emilia Romagna che impone a medici e infermieri in servizio di vaccinarsi contro le malattie infettive più diffuse tra gli operatori. Il sindacato medico Anaao si è dichiarato favorevole alle leggi approvate sul fronte vaccini. Ma sulla parte che riguarda il personale sanitario esprime qualche perplessità. «Fermo restando che la materia non è di competenza sindacale - spiega il consigliere nazionale, Pierluigi Api - bisogna vedere come sarà applicata la disposizione che in alcune unità operative vieta l’attività del personale che non vuole o non può immunizzarsi. La Regione dice che quegli operatori devono essere allontanati temporaneamente dai reparti e dai pazienti più a rischio, ma non si sa come potrà avvenire questo cambio di mansione. Dove e con quali compiti sarà reimpiegato il personale? Inoltre spostare professionisti molto qualificati dai reparti potrebbe porre problemi in relazione alla loro sostituzione».
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