La Nuova Ferrara

Ferrara

delitto di renazzo 

Niente sconti agli aguzzini di Cloe

Cloe Govoni
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Cloe Govoni

La Corte d’Appello: i due avevano messo in conto di poter uccidere

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RENAZZO. Il 6 novembre del 2015 Florin Grumeza e Leonard Veissel entrarono nella casa di Cloe Govoni, a Renazzo, mettendo tranquillamente in conto di uccidere l’anziana 84enne e la nuora Maria Humeniuc, per poterle derubare senza ostacoli. Erano consapevoli che sarebbero entrati in una casa non vuota, e per questo si erano attrezzati con guanti imbottiti per poter prendere a pugni (e anche a calci) le due povere donne con violenza inaudita, per poi lasciarle agonizzanti e andare subito a rivendere la refurtiva.

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Nessuna attenuante, nessuna derubricazione dell’ accusa di omicidio volontario in preterintenzionale, e di tentato omicidio in lesioni gravissime per i due giovani rumeni già condannati in primo grado a 30 anni con rito abbreviato. Queste le motivazioni con cui la Corte d’Appello di Bologna, lo scorso gennaio, ha confermato in pieno la condanna (ergastolo ridotto a 30 anni per la riduzione prevista dall’abbreviato) e rigettato le istanze delle difese. Nessuna attenuante può essere concessa a Grumeza e Veissel, scrivono i giudici di secondo grado, poiché «si sono resi responsabili di fatti gravissimi e, a dispetto della loro giovane età, hanno dimostrato di essere capaci di atti efferati, di non avere minima sensibilità; hanno infierito su due donne, di cui una di 84 anni, picchiandole con inaudita violenza e senza alcuna effettiva necessità, dunque al solo scopo di scaricare la loro aggressività, abbandonandole poi agonizzanti a terra, per recarsi, come nulla fosse accaduto, a monetizzare immediatamente il provento della rapina», e non mostrando segnali di pentimento durante l’intero processo.

La difesa di Grumeza (avvocati Milena Catozzi e Marcello Rambaldi), ha annunciato il ricorso in Cassazione.
 

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