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Pronto soccorso in rosso l’allarme di Carradori

Pronto soccorso in rosso l’allarme di Carradori

Nella conferenza territoriale il direttore ha spiegato le criticità del reparto  Il bilancio votato a maggioranza dai sindaci, contrari Codigoro e Lagosanto  

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Concentrare maggiore energie per risolvere le criticità ancora enormi sul pronto soccorso (dove nel 2017 sono aumentati del 10% gli accessi) e continuare a potenziare l’attività ambulatoriale per migliorare i lunghi tempi di attesa per gli interventi al fine anche di calmierare la mobilità verso altre regioni, ed invertire la tendenza degli investimenti ancora troppo concentrati sulle strutture ospedaliere e meno sul territorio.

Sono alcuni degli impegni presi dalla conferenza territoriale socio-sanitaria convocata ieri pomeriggio in Castello. All’ordine del giorno la presentazione dei bilanci consuntivi 2017 dell’Azienda ospedaliero-universitaria e dell’Asl. Una discussione che ha visto anche due prese di posizione in disaccordo , vale a dire i voti contrari di Codigoro e Lagosanto.

La seduta ha fatto emergere le necessità avanzate soprattutto dai sindaci di Ostellato (Andrea Marchi) e di Goro (Diego Viviani) e cioè che lo strumento della conferenza territoriale diventi sede di approfondimento non sporadico delle dinamiche di cambiamento in atto nella società, soprattutto legato all'innalzamento dell'età della popolazione e dei problemi che questa crea nella gestione dei servizi sanitari che ricadono, anche sotto l'aspetto delle responsabilità, sulle teste dei sindaci.

Entrambe le aziende hanno chiuso i propri bilanci in linea con gli anni passati e sostanzialmente con un buon utile nonostante gli aumenti dei costi registrati soprattutto sul versante dei medicinali.

Il direttore generale Tiziano Carradori sollecita una presa d'atto in tema di accesso al Pronto Soccorso in virtù dell'aumento a doppia cifra sia delle urgenze di livello verde che quelle di livello giallo e “caratterizzate da una bassa specificità del sintomo” che impone un allungamento dei tempi per creare una diagnosi esatta e che mette sotto stress tutta la struttura. Sarà necessario, ha sottolineato il direttore generale dell'azienda ospedaliera Sant'Anna, capire i motivi che portano i cittadini a «saltare un livello di servizio, quello locale, dei medici di base per intenderci, per rivolgersi direttamente alla struttura del Pronto Soccorso. Anche i correttivi adottati negli ultimi mesi, quello di rispondere alla maggiore domanda con una potenziata offerta di operatori del Pronto Soccorso non ha garantito la risoluzione del problema».

Un altro fattore da analizzare in termini di dinamiche da correggere, sostiene Carradori è, a parità di numeri di posti letto che non si sono modificati in questi anni, la necessità di trasformare letti di day-hospital in letti a lungo degenza, campanello d'allarme che ci fa «capire cosa ci si deve aspettare dal futuro in termini di aumento di età dei malati e soprattutto della aumentata complessità di patologie che questi malati portano con sé. La stessa, in termini tecnici “produttività del posto letto”, cioè il tempo che un malato passa ricoverato si discosta molto nei numeri per Ferrara da quelli della restante regione e aumenta progressivamente ogni anno».

Sul versante del personale, le differenze tra il 2014 e il 2017 sono minime, assestando il numero del personale dell'azienda ospedaliera nel suo complesso a 2.458 unità.

Forte soddisfazione da parte di Carradori per la riduzione dei costi che passano dai 44 milioni del 2016 agli attuali 40 milioni, nonostante abbia inciso fortemente l'aumento (0,88%) del costo dei medicinali che nella sola azienda ospedaliera di Ferrara fa segnare circa 3 milioni di euro in più in un anno.

«La natalità si è abbassata e l’indice di vecchiaia è aumentato – ha spiegato il direttore generale dell’Asl Claudio Vagnini -: un territorio che vede attivi quattro punti ospedalieri, due ospedali di comunità, sei case della salute più quelle che verranno istituite entro l'anno sta cercando di dare le risposte adeguate».

Il bilancio del 2017 e i progetti in cantiere si inseriscono nel programma triennale dei lavori 2016-2018.

L’Asl chiude il 2017 con un utile di 59mila euro (era di 75mila nel 2016) .

Lauro Casoni

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