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Licenziati al B2, zero solidarietà

Lo striscione appeso fuori dal market rimane senza risposte

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BONDENO. Niente sciopero, nessuna forma di mobilitazione, nemmeno della semplice solidarietà c’è traccia. Eppure ci sono stati due licenziamenti, due persone che si ritrovano senza lavoro da un momento all’altro. Colpisce il mancato rimbombo di quello striscione esposto davanti al supermercato B2 di viale Matteotti a Bondeno, il punto vendita da cui qualche giorno fa sono stati estromessi il capo negozio e una capo reparto.

Attraversando un calo di fatturato strutturale, la proprietà di Brendolan Alimentari aveva denunciato nei tre market aperti in provincia (Bondeno, Portomaggiore e Copparo) un esubero pari a 80 ore di lavoro settimanali. Quattro dipendenti da tagliare: l’azienda ha tradotto così e stilato la mappa. Un operatore in meno sia a Portomaggiore che a Copparo, due invece nel punto vendita matildeo. Che sono poi gli unici ad aver “resistito” alla diga eretta dal sindacato, che ha raggiunto un accordo per la riduzione degli orari negli altri due negozi. «A Bondeno il gruppo dei dipendenti è meno coeso - dice Giorgio Zattoni, sindacalista della Uil - e i lavoratori non hanno accettato le condizioni. Essendoci peraltro dei part time da 20 ore, difficile pensare a ulteriori diminuzioni, davvero si andrebbe sotto il minimo vitale».

Così a farne le spese sono stati i due dipendenti di grado più alto, che a questo punto si affidano al tribunale. La lama dei tagli affonda come nel burro, tipo quello che si vende sugli scaffali, quando la mancata unità non fa la forza.

Fabio Terminali

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