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Opposizioni all’attacco «La giunta è allo sbando»

Opposizioni all’attacco «La giunta è allo sbando»

Dalla questione palazzetto al debito fuori bilancio, le minoranze a muso duro Il Pd: o si cambia rotta o si stacca la spina. Contri: due anni e niente di concreto

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CENTO. In consiglio, minoranze all’attacco. Presi di mira, senza esclusioni di colpi, il sindaco e tutta l’amministrazione Toselli. Critiche forti sul rendiconto 2017 e sul ritardo nell’approvazione, che ha comportato l’invio dalla Prefettura della diffida a tutto il consiglio. Contestato sia il riconoscimento del debito fuori bilancio di 361mila euro per i lavori all’illuminazione del centro storico svolti da Cmv Servizi, a seguito della scelta dell’amministrazione di risolvere in via anticipata il contratto di gestione dell’illuminazione pubblica (per affidarla a Citelum), sia l’ennesima proroga di tre mesi delle convenzioni e concessioni tra Comune e Cmv.

Di fronte a una maggioranza trincerata nel silenzio, sono stati i capigruppo Lodi (Pd), Contri (Gruppo Misto), Mattarelli (Libertà per Cento), Malucelli (Onda Centese), Pettazzoni e la Giberti (Lega) a tenere alti i toni. Parole diverse, ma pensieri e opinioni comuni. Se la notifica della diffida, come hanno riferito il presidente del consiglio Veronesi, il consigliere Pirani e il sindaco stesso, non ha preoccupato la maggioranza, in quanto arrivata a consiglio già convocato, di tutt’altro avviso le minoranze: «La diffida è una cosa gravissima. Cento – hanno detto Lodi (Pd) e Contri (Forza Italia, Gruppo Misto) – è entrata per la prima volta nella sua storia nell’elenco dei Comuni in difficoltà ad approvare il consuntivo. Non ci fa onore. A ogni scadenza, questo esecutivo manca, o arriva in ritardo. Tante promesse, tanti “faremo”, ma dopo due anni ancora nulla di concreto. Opere pubbliche, recupero di Pascoli, municipio, teatro, tutto fermo. Non c’è programmazione né visione di prospettiva e strategica, non si intravvede un’idea di futuro, né un piano industriale per Cmv. Con l’ennesima proroga delle convenzioni, si gettano Cmv e i suoi dipendenti nella più assoluta precarietà ed incertezza».

Per il Pd che non ha partecipato al voto, Cento «è una città allo sbando, senza alcuna via d’uscita. O si cambia rotta subito, prima che sia tardi, o si stacchi la spina». Poi il “pasticcio” del Palazzetto, e il profilarsi, in concomitanza coi lavori, dell’emergenza attività sportive per le scuole superiori. Così l’appello di Malucelli: «Fatevi aiutare da persone capaci e competenti», e di Contri: «È il momento della concretezza. Consiglieri di maggioranza, svegliatevi e documentatevi, e spronate il vostro sindaco». Una situazione e un silenzio, quello della maggioranza, per Pettazzoni e la Giberti «imbarazzanti e disastrosi. Un’amministrazione affidata al caso, che brancola nel buio. Dai rifiuti alle strade, i cittadini sono arrabbiati: tutto viene fatto con estremo ritardo».

Arriva il giorno dopo, affidata ad una nota, la risposta della maggioranza Cento Civica–Idea in Comune: «Dopo 30 anni di immobilismo, nel Centese si comincia a vedere il cambiamento. Dai lavori sulle strade al rifacimento della pavimentazione nel centro storico, dalle manutenzioni agli impianti delle scuole alla riqualificazione dei marciapiedi, sino alle iniziative legate alla smart city e all’innovazione e ai progetti che avanzano. E così sarà per i prossimi anni. I cittadini sono intelligenti e sanno capire che Cento sta finalmente cambiando. La realtà è che le opposizioni cominciano a essere a corto di argomenti».

Beatrice Barberini

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