Il mercato coperto rivive per il festival e fa prove di rilancio
I ferraresi riscoprono un luogo che avevano dimenticato Iniziative per tutta la durata della manifestazione
Rivive il mercato coperto. È affollato, già dalle 10.30 di mattina. Alle attività come l’ortofrutta e il fornaio si aggiungono nuovi progetti: ceramisti, illustratori, antiquari. Poi il grande banco di Interno Verde iniziativa che, ormai giunta alla terza edizione, nelle giornate di ieri e di oggi apre al pubblico più di settanta giardini “segreti” nel centro storico. Sono stati proprio i giovani organizzatori di Interno Verde a voler riaprire il mercato coperto per usarlo come “quartier generale” per le giornate del festival. «È un posto difficilissimo - afferma Licia Vignotto, una delle organizzatrici - Sapevamo che sarebbe stata una sfida: fare un festival di giardini in un posto dove non c’è verde. Abbiamo fatto sopralluoghi, colloqui con gli esercenti e con la Cofed che gestisce la zona. L’idea era quella di ripristinare il mercato durante i giorni del festival in modo che torni quello che doveva essere». La difficoltà non era solo ideologica, ma anche pratica. Un gruppo di 6 o 7 ragazzi dell’organizzazione è infatti intervenuto in prima persona per rimuovere la barriera posta a metà del mercato per rimpicciolirlo. E sempre loro hanno inoltre progettato il nuovo pavimento e piastrellato le piazzole. «È un posto impegnativo - continua l’organizzatrice - Ma per quanto riguarda gli eventi c’è un potenziale enorme».
È ottima la reazione dei ferraresi: sia dei più anziani che ricordano il ricco mercato vitale di un tempo che giovani come quella di un 26enne che non ci era mai entrato prima. La giovane che gestisce, per il week end una bancarella di ceramica confida: «Spero che sia l’occasione per rivalutare questo spazio, È in centro, questo mercato dovrebbe essere un punto di ritrovo».
Molte le città in cui i mercati coperti sono tornati a nuova vita: dalla mondana Barcellona alla più vicina Bologna col Mercato di Mezzo. Questo è il potenziali che vedono gli organizzatori e alcuni cittadini; meno sognatori, ma più pragmatici i commercianti fissi del mercato. Il flusso di clienti rispetto ad un sabato abituale è aumentato, dicono, del 10%, in quanto alla realizzazione di progetti come quello Bolognese, Roberto, gestore dell’omonima panetteria dice che «servono attività dinamiche o riqualificate. L’insieme delle cose per ora non ha funzionato. Bisogna vedere se la città ha i mezzi imprenditoriali per sviluppare operazioni del genere».
Non lo dicono esplicitamente, ma è chiaro. Se il primo passo del festival è stato quello di aprire alla città il suo verde nascosto, la riapertura del mercato coperto vuole invece portare il verde dove prima non c’era. Non c’è verde al mercato coperto, mancava da quando, negli anni ’80, la grande distribuzione ha lentamente distrutto l’economia dei mercati. Forse, grazie a questo tocco di verde al suo interno, il mercato coperto potrà iniziare a rifiorire.
Alberto Ravani
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