Produzione di sale in scala commerciale
Sospesa tra l’azzurro del cielo ed il verde della vegetazione valliva, l’antica salina di Comacchio sprigiona il fascino di un luogo incantato, come se il tempo si fosse fermato. Eppure dai tempi di...
Sospesa tra l’azzurro del cielo ed il verde della vegetazione valliva, l’antica salina di Comacchio sprigiona il fascino di un luogo incantato, come se il tempo si fosse fermato.
Eppure dai tempi di Napoleone ad oggi, l’intervento dell'uomo ha fatto sì che l’area assurgesse ad un ruolo strategico, dapprima con le guerre del sale e, solo recentemente, in funzione di un processo di riqualificazione, che affonda le proprie radici nel recupero degli antichi mestieri.
Lo scorso anno la vecchia salinetta, dopo la ripresa del ciclo produttivo del sale in chiave turistico-ambientale, è tornata a produrre un quantitativo, seppur simbolico, di oro bianco. Il progetto, condiviso tra Comune, Cadf, Parco del Delta del Po e con la neonata Associazione Salinari Comacchiesi, è destinato ad avere un sequel.
«In sinergia con il Comune di Cervia - ha annunciato il sindaco Marco Fabbri, durante il sopralluogo in salina del capo dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli - se il tempo ci darà una mano, avvieremo quest'anno una linea di produzione su scala commerciale del nostro sale. Due anni fa si è intrapreso un percorso formativo per giovani salinari e ora si vuole andare avanti valorizzando antiche tradizioni e vecchi mestieri». «Dopo il restauro conservativo della Torre Rossa - ha concluso il sindaco -, con il ricorso a nuovi fondi europei, auspichiamo di avviare nuovi progetti». Tornare a produrre il sale è un progetto ambizioso, che vede radici lontane nel tempo e che sta finalmente prendendo forma. (k.r.)
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