Questua, alcol e sporcizia I residenti: adesso basta
Portici di Porta Reno “occupati” da alcuni clochard, proteste pure dal market Blitz dei Vigili urbani senza denunce né multe. L’assessore: controlli intensificati
C’era anche ieri mattina, seduto nella “postazione” che alterna con altri sette-otto clochard di fronte al Despar di corso Porta Reno. Chiedeva l’elemosina ai clienti e beveva birra, in apparenza nulla d’illegale o di troppo molesto, come del resto hanno appurato anche i Vigili urbani nel loro blitz di venerdì, concluso senza denunce né multe. «Ma la realtà quotidiana che viviamo ormai da anni noi residenti a causa di queste presenze è difficilmente sopportabile» ha denunciato un gruppo di abitanti del civico 103, proprio a fianco del market, che ha scritto una lettera a Comune, Arpae e Asl. Si parla di persone che «si accampano con un cane di grossa taglia sedute su plaid chiedendo l’elemosina, vi rimangono per tutta la giornata bevendo alcolici e gettando vetro nel cassonetto dell’organico di fronte. Le condizioni igieniche in cui versano sono pessime e gli escrementi lasciati sulla pavimentazione, come l’urina in corrispondenza del nostro pianerottolo, vengono inevitabilmente calpestati e trascinati all’interno del nostro condominio e del supermercato».
A completare il quadro ci pensa Michael Urru, il direttore del Despar: «In effetti queste persone, italiani e di varia nazionalità ma non richiedenti asilo, non si limitano a chiedere l’elemosina, cercano di procurarsi alcol che poi bevono qui di fronte e sporcano. Con i carabinieri, che sono sempre presenti, abbiamo cercato il modo di non vendere loro alcol, ma non sempre le commesse se la sentono di dire di no. Aggressioni o episodi di violenza non ce ne sono stati, semmai danneggiamenti e piccoli furti. La sorveglianza interna? C’è ma ha costi alti e non ci può essere sempre». Urru si sente di lanciare un appello ai clienti, «non andate a comprare alcolici per queste persone, quando bevono creano problemi».
La denuncia è accompagnata dalle parole di Naomo Lodi, segretario della Lega Nord: «Queste persone sono sbandati che conosciamo da anni, chiediamo all’amministrazione d’intervenire con decisione tutelando i residenti».
L’esito del controllo svolto venerdì dalla Polizia municipale non sembra però lasciare molto spazio ad azioni di repressione. I clochard «in compagnia dei propri cani fanno la questua, ottenendo spesso dai passanti cibo, bevande e croccantini per gli animali. Ma al controllo dei veterinari - scrivono gli agenti - gli animali sono sempre risultati regolari e ben nutriti, ma i padroni hanno ogni volta rifiutato un luogo per la pulizia personale o il ricovero notturno». I controlli sono stati tra l’altro effettuati in via Baluardi, dove i questuanti avevano momentaneamente traslocato, «sedevano in zone appartate, senza recare disturbo».
In sostanza, tira le conclusioni l’assessore Aldo Modonesi, «non ci sono comportamenti perseguibili da codice penale, il reato di accattonaggio non esiste più da anni. Nemmeno le sanzioni amministrative, peraltro non si sa quanto efficaci in questi casi, sono applicabili. Non resta che garantire la massima attenzione a questo problema da parte della Polizia municipale, che intensificherà i controlli in quella zona». “Moral suasion”, insomma.
Stefano Ciervo
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