«Se non usiamo i cannoni gli uccelli divorano tutto»
Ostellato, agricoltori preoccupati: durante la notte mangiano le piantine di riso In orari notturni alcuni hanno deciso di spegnerli ma le proteste continuano
OSTELLATO. Da una parte il diritto al riposo, dall’altra la paura di perdere il raccolto e di conseguenza il guadagno di una stagione. Nel mezzo ci sono gli uccelli e i cannoni usati per scacciarli che sparano a salve più o meno ogni dieci minuti.
«Sì, le lamentele sono arrivate eccome – spiega uno degli agricoltori mentre controlla le risaie ai margini della via Luigia, tra Ostellato e Lagosanto – e adesso li teniamo spenti almeno di notte, dalle 22 alle 5.30, ma per noi è un problema non da poco e nelle prossime settimane sarà sempre peggio». Gli uccelli non vanno a dormire e, a quanto pare, alcune specie proprio con il calare del buio arrivano nelle risaie. «Non è possibile proteggere le colture con le reti, proprio per la tipologia delle stesse – va avanti – e tra poco, quando le piante inizieranno a germogliare, gli uccelli non risparmieranno nulla».
Insomma, ad usare le maniere forti non ci pensa nessuno e i metodi utilizzati in passato per catturare gli uccelli sono banditi da tempo ma non si può nemmeno stare con l’ansia di poter perdere buona parte del raccolto. «I cannoni allontanano gli animali senza far loro alcun male, ma danno fastidio alle persone anche se a dire il vero non ci sono poi così tante abitazioni qui intorno…». Soprattutto in alcune zone, in particolar modo ad Ostellato nei pressi dell’idrovora all’altezza di san Giovanni, sono in tanti invece a lamentarsi e il rumore sembra insopportabile soprattutto di notte e nei giorni di festa, quando la gente vorrebbe riposare.
«Noi capiamo il disagio, ci mancherebbe ma davvero non sappiamo come fare. Perdere tutto è un problema enorme e sono diverse le zone dove non riusciamo a trovare metodi alternativi. Capiamo anche le esigenze degli altri e che se c’è una legge va rispettata ma alla fine sono poche settimane all’anno e per noi significa poter vivere».
Insomma, una soluzione che possa mettere d’accordo tutti al momento non c’è. E mentre qualcuno chiude un occhio e sopporta, perché sa che non è semplice la vita in campagna, per altri il disturbo è tale da non riuscire a riposare. Qualcuno spegnerà i cannoncini anche di notte, qualcun altro invece no, perché la preoccupazione è troppo alta. Come sempre il buonsenso percorre la via di mezzo...
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